L’introduzione massiva della Didattica a Distanza (DaD) nel corso dello scorso anno scolastico e della Didattica Digitale Integrata (DDI) in questo anno scolastico, a seguito della pandemia di Covid-19, ha aperto nuovi scenari anche in relazione ai rapporti assicurativi. Quali sono quindi le reali garanzie per il docente e per lo studente che si infortunassero durante queste attività?

Il tema è di strettissima attualità e abbiamo già avuto modo di parlarne in un articolo precedente. Le cronache riportano il caso emblematico di una studentessa di Monza che, nel maggio scorso, in occasione di una lezione di chimica, s’è ustionata durante un esperimento, ma anche le Società Assicuratrici ci segnalano un certo numero di sinistri, alcuni particolarmente rilevanti, che hanno coinvolto gli studenti in occasione delle attività di Educazione Fisica svolte con la Didattica a Distanza.

Prima di provare a dare una risposta è bene capire il quadro di riferimento normativo. Docenti e studenti rientrano tra le categorie protette da assicurazione sociale contro gli infortuni sul lavoro in virtù del decreto ministeriale 10 ottobre 1985 e, sono quindi tutelati contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali con lo speciale sistema della gestione per conto dello Stato attuato presso l’INAIL.

Tuttavia, mentre i docenti godono di una copertura assicurativa in relazione del rapporto contrattuale che li lega alla scuola, gli studenti sono considerati: “[…] una particolare categoria di soggetti che non hanno un rapporto di lavoro e che sono assicurati in via eccezionale, solo per gli infortuni che accadano nel corso delle esperienze tecnico-scientifiche e delle esercitazioni pratiche e di lavoro di cui alla specifica disposizione del Testo Unico, con esclusione degli infortuni, come quelli in itinere, non connessi alla specifica attività per la quale sussiste l’obbligo di legge” (Circolare INAIL n. 28 del 23.4.2003)

Tanto premesso, per le attività in presenza il contesto è definito, meno chiaro, invece, appare il contesto legato alle attività a distanza soprattutto alla luce del DPCM del 24 ottobre, che ha stabilito come nelle scuole superiori, il 75% delle lezioni dovrà avvenire attraverso la Didattica a Distanza, tuttavia, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, la possibilità di lockdown, sebbene circoscritta a definite zone, è più che probabile.

L’INAIL precisa che i momenti formativi, attuati con l’ausilio sistematico e non occasionale di macchine elettriche (computer, tablet, ecc.) rientrano nelle esercitazioni pratiche intese come applicazioni dirette all’apprendimento e come tali, sono ricomprese tra quelle coperte dall’assicurazione obbligatoria.

Didattica a Distanza

Risulta tuttavia evidente come l’evoluzione del quadro sanitario, con le conseguenti restrizioni in ordine alla mobilità, ponga una serie di quesiti su cui, ad oggi, rimangono ancora delle zone d’ombra. Sul fronte delle coperture assicurative INAIL sarebbe quindi opportuna una precisazione dell’Istituto Nazionale, in merito al fatto che la copertura possa essere o meno estesa anche a tutte le attività di Didattica a Distanza, sia per i docenti che per gli studenti.

Sul fronte delle polizze assicurative integrative private, relativamente agli infortuni, la situazione appare più definita.
Le condizioni contrattuali, di norma, dovrebbero prevedere la copertura per tutte le attività realizzate dalla scuola compatibilmente e/o in conformità alla vigente normativa scolastica, sia all’interno che all’esterno dell’Istituto, senza limiti di orario, realizzate e messe in atto dall’Istituto Scolastico.
Un aspetto che tuttavia meriterebbe un approfondimento riguarda la Responsabilità Civile dell’Istituto. Durante la Didattica a Distanza è configurabile la culpa in vigilando e, in questo caso, quale sarebbe la responsabilità del docente?

A questo proposito, è bene evidenziare che la giurisprudenza, a più riprese ha precisato che all’atto dell’iscrizione ed ammissione dell’alunno a scuola si realizza “l’instaurazione di un vincolo negoziale, in virtù del quale, nell’ambito delle obbligazioni assunte dall’istituto, deve ritenersi sicuramente inclusa quella di vigilare anche sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo nel tempo in cui fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso”.

Nel caso specifico della Didattica a Distanza bisogna quindi capire se l’arco temporale di estensione degli obblighi di vigilanza e cautela sono da applicarsi dal momento in cui ha avuto inizio l’affidamento dello studente con la Didattica a Distanza e se, nel caso un alunno si procurasse un infortunio, è configurabile la responsabilità diretta della scuola.

Sarebbe quindi auspicabile che il MIUR affrontasse e regolamentasse la problematica dell’infortunio dello studente nel corso della Didattica a Distanza, atteso che l’argomento non è sorretto da nessuna normativa al riguardo.

Compila il modulo con i tuoi dati e le tue domande. Ti ricontatteremo al più presto.


    (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a info@abint.it) (richiesto)