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Autobus danneggiato

Il nostro Istituto, nel mese di maggio ha noleggiato un bus per una visita guidata. La società noleggiatrice ci ha contattato qualche giorno fa evidenziando che alcuni dei nostri studenti avrebbero provocato dei danni ad un sedile, chiedendocene il risarcimento.
La polizza assicurativa della scuola copre il danno?

Le polizze assicurative scolastiche, di norma, tutelano la Responsabilità Civile diretta dell’Istituto, degli alunni e del personale scolastico. La polizza assicurativa quindi dovrebbe risarcire il danneggiamento al sedile dell’autobus. È opportuno tuttavia fare alcuni approfondimenti.

L’Autonomia scolastica

Con l’entrata in vigore del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, tutte le istituzioni scolastiche, hanno assunto una propria autonomia didattica, amministrativa e organizzativa. Questo aspetto riguarda quindi anche i viaggi di Istruzione.
La nota MIUR 11 aprile 2012 n. 2209, ha precisato che l’effettuazione dei viaggi di istruzione e della visite guidate: “[…] deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti in sede di programmazione dell’azione educativa”.
Inoltre, in applicazione dell’Art. 10, punto (e), del D. Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, l’Istituto conserva la sua prerogativa di definire i “criteri per […] l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo […] alle visite guidate e ai viaggi di istruzione”.

Il regolamento interno

Ne deriva che le singole scuola sono tenute ad elaborare un regolamento interno relativo ai viaggi di istruzione. I regolamenti deliberati dall’Istituto diventano così fonte normativa per le singole scuole sotto il profilo organizzativo.
Il regolamento interno dovrà quindi definire tutte le azioni messe in atto dalla scuola nella gestione dei viaggi di istruzione e nelle visite guidate. Il documento definirà quindi le modalità di acquisizione dei servizi ma anche le funzioni cui sono tenuti i Docenti accompagnatori.
Con la Circolare Ministeriale 03 febbraio 2016 n. 674, proprio in relazione agli autobus, viene richiamata l’idoneità del mezzo di trasporto.
Il Docente accompagnatore dovrà quindi, prima della partenza, verificare le condizioni del mezzo, segnalando al conducente eventuali danni già presenti.
Ferma restando la buona fede dei soggetti coinvolti, nessuno però può impedire di pensare che, nel caso specifico, il sedile fosse già danneggiato prima della partenza.
Inoltre eventuali contestazioni della Società noleggiatrice dovranno pervenire all’Istituto in tempi e modi congrui a stabilire il nesso causale.
La segnalazione, a più di un mese di distanza, potrebbe far sorgere il dubbio che il danno possa essersi verificato in un periodo posteriore a quello del viaggio.
In assenza di questi presupposti, la Società assicuratrice potrebbe negare il rimborso.

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Appropriazione indebita

Alcune famiglie del nostro Istituto alla fine dell’anno scolastico 2020/2021, non hanno restituito i computer acquistati per essere distribuiti agli studenti per la DaD. L’Amministrazione ha effettuato più richieste ottenendo risposte evasive o senza ottenere riscontro. La nostra scuola ha stipulato la polizza contro il furto dei beni, qualora facessimo denuncia verremmo risarciti?

Nel caso di mancata restituzione del Pc o del tablet di proprietà dell’Istituto scolastico, più che di furto dovremmo parlare di appropriazione indebita. Entrambi sono reati di tipo patrimoniale ma con alcune sostanziali differenze, anche sotto il profilo assicurativo.

Differenza tra furto e appropriazione indebita

Il furto, previsto dall’Art. 624 del Codice Penale, si verifica quando un soggetto sottrae ad un altro un oggetto legittimamente posseduto. Il furto può essere semplice oppure aggravato quando, ad esempio, è compiuto con violenza verso cose o persone.
Parliamo invece di appropriazione indebita, prevista dall’Art. 646 del Codice Penale, quando qualcuno si appropria di un bene non di proprietà ma di cui è legalmente in possesso.
Nel furto inoltre, potremmo non conoscere l’identità della persona che ha commesso il reato, nell’appropriazione indebita, al contrario, il soggetto è precisamente identificato. Quest’ultimo infatti è colui a cui è stato affidato il bene e si comporta come se ne fosse il proprietario senza tuttavia esserlo effettivamente.

Il Comodato d’uso

Ad esempio, possiamo parlare di appropriazione indebita quando un bene, dato in Comodato d’uso, non è restituito nei termini previsti dal contratto. Il Comodato d’uso è disposto dall’Art. 1803 del Codice Civile.
Nel caso della scuola, per far fronte alla situazione pandemica, il Ministro Azzolina, il 2 novembre 2020 aveva per decreto disposto l’acquisto di oltre 200.000 tra PC, tablet o notebook e oltre 100.000 connessioni per potenziare la DaD. Questi dispositivi venivano concessi, in Comodato d’uso gratuito, alle famiglie degli studenti che ne avevano fatto richiesta.
La consegna doveva avvenire con modalità ben precise e il dispositivo doveva essere utilizzato esclusivamente per finalità didattiche e coerenti con gli obiettivi scolastici.
Nei casi di Comodato d’uso, è sempre consigliabile redigere un contratto. Il contratto definisce non solo i criteri d’utilizzo del bene ma anche le procedure di riconsegna e i provvedimenti in caso di violazione delle clausole. Sul contratto dev’essere riportato il numero di inventario del dispositivo che dev’essere riconducibile al comodatario. Il documento deve inoltre chiarire, nei casi di danneggiamento o smarrimento, come siano attribuite le responsabilità, le eventuali coperture assicurative o le spese dirette per il reintegro del bene.
Il contratto, da ultimo, è firmato dai genitori dell’alunno e dall’alunno stesso, se maggiorenne.

Il profilo assicurativo

Le polizze assicurative scolastiche property, di norma, garantiscono anche il danno dei beni comodati.
In caso di furto del dispositivo ricevuto in comodato, la famiglia è tenuta a darne tempestiva comunicazione alla scuola in forma scritta. Alla comunicazione dovrà essere allegata la copia autenticata della denuncia fatta all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Carabinieri o Polizia), nella quale sono specificate la dinamica dell’evento e la proprietà del bene.
Al di fuori di questo caso specifico, la mancata restituzione del bene non è furto, bensì appropriazione indebita del comodatario e la polizza non risarcisce il danno.
Qualora le richieste di restituzione dei beni comodati non ottenessero risultato, Il Direttore S.G.A. dovrà fare denuncia all’Autorità di Pubblica sicurezza.
Ai sensi dell’Art. 30 del Decreto 28 agosto 2018, n. 129, infatti, il Direttore S.G.A. è il consegnatario dei beni dell’Istituto. Alla sua funzione spetta la conservazione e la gestione dei beni. Ai sensi dell’Art. 33 dello stesso Decreto, nel caso perdita, dovrà provare l’inesistenza di cause di responsabilità amministrativa, con adeguata motivazione.

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Alunno con disabilità psichica

Uno studente di 3° elementare del nostro Istituto è stato aggredito da un compagno, alunno con disabilità psichica. L’Istituto, nel corso degli anni, aveva già messo in essere tutte le misure educative e cautelative nei confronti dell’alunno. Dall’inizio dell’anno scolastico, quotidianamente, l’alunno era seguito da un’assistente “ad personam” di una cooperativa. La famiglia dello studente aggredito s’è comunque rivolta ad un legale che minaccia un’azione legale. La polizza scolastica copre questo tipo di eventualità?

Di fronte ad un alunno con disabilità psichica l’Istituto scolastico deve convocare il GLHO e redigere il PEI.

Gruppo Lavoro Handicap Operativo (GLHP)

Il GLHO è istituito ai sensi dell’Art. 12, comma 5, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, in relazione al Diritto all’educazione e all’istruzione.
Il gruppo di lavoro è nominato dal Dirigente scolastico che viene istituito per ciascun alunno disabile presente all’interno di un Istituto.
Il GLHO, oltre che dal Dirigente scolastico, è composto da un insegnante curricolare, un’insegnante di sostegno, dagli operatori psico-socio-sanitari di riferimento e dai genitori dell’alunno.
Il compito specifico del team è programmare e attuare azioni concrete per l’integrazione dell’alunno con disabilità.
Il GLHO è affiancato dal GLHI (Gruppo di Lavoro per l’Handicap di Istituto). Questo secondo gruppo ha un ruolo prevalentemente organizzativo con il compito di orchestrare l’intera macchina dell’integrazione per tutti gli alunni con disabilità presenti nell’Istituto scolastico.

Piano educativo individualizzato (PEI)

Il PEI, istituito anch’esso dalla Legge n. 104/1992, è lo strumento con cui l’Istituto traccia il percorso didattico inclusivo per gli alunni con disabilità. Il documento, che dev’essere redatto entro il 30 luglio di ogni anno, fissa gli obiettivi e le attività svolte durante l’anno scolastico.
Il PEI sancisce la collaborazione tra scuola e famiglia e rappresenta lo strumento di valutazione dell’alunno disabile finalizzato ad assicurarne l’integrazione scolastica.
Con la nota prot. n. 4274 del 4 agosto 2009 il MIUR aveva pubblicato le “Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità“.
Scopo delle Linee Guida era fornire alle Istituzioni scolastiche una visione organica della materia al fine di orientarne i comportamenti.
Con il decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182, sono state infine definite le nuove modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno, previste dal D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 66, e i modelli di PEI, adottabili dalle istituzioni scolastiche.

Il profilo della responsabilità e quello assicurativo

Ai sensi dell’Art. 2046 del Codice Civile e dell’Art. 85 del Codice Penale, non è responsabile e conseguentemente punibile il soggetto senza capacità d’intendere e volere.
L’alunno con disabilità psichica potrebbe quindi rientrare a tutti gli effetti in quest’area.
La mancanza di intendere e volere tuttavia non limita la responsabilità dei soggetti che, per legge, sono tenuti a vigilare sul disabile.
Nel caso in esame, la responsabilità della mancata o insufficiente vigilanza, che non ha saputo prevenire o limitare il danno, potrebbe ricadere sull’assistente della cooperativa che in quel momento assisteva l’alunno.
In tal caso la Società assicuratrice della scuola potrebbe non pagare il danno, oppure rimborsare il danneggiato per poi rivalersi sulla Cooperativa.

Anche in questi casi la consulenza del broker assicurativo specializzato risulta particolarmente importante nell’istruzione della pratica e nella gestione del sinistro.

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Esami di maturità

In relazione agli esami di maturità 2022 vorremmo sapere se, in caso di infortunio, i Presidenti e i membri nominati per le commissioni rientrano nella copertura assicurativa stipulata dalla scuola?

Gli esami di maturità 2022, così come ormai avviene da anni, sono gestiti da una commissione composta da sei commissari interni e un presidente esterno. I commissari interni sono nominati dai consigli di classe, mentre il Presidente della commissione è designato dall’Ufficio Scolastico Regionale di riferimento.
Il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione, sul proprio sito istituzionale, un motore di ricerca, relativo ai membri e ai Presidenti delle commissioni di esame di quest’anno scolastico.

Il ruolo del Presidente di Commissione

Il Presidente di commissione ha un ruolo di supervisione e svolge quella funzione di terzietà indispensabile a garantire l’obiettività nella valutazione degli studenti. Nella sua funzione tende a orientare la commissione verso scelte corrette sul piano pedagogico, metodologico.
Compito del Presidente è garantire la correttezza delle procedure anche favorendo un clima di serenità e collaborazione tra membri interni ed esterni.
Nella sua carica istituzionale, il Presidente presiede a tutte le operazioni collegiali.

Il profilo assicurativo del Presidente di Commissione

Il Presidente di Commissione incaricato è sempre tutelato assicurativamente dall’INAIL non solo nell’esercizio della sua funzione istituzionale all’interno dell’Istituto ma anche durante l’itinere.
Di norma, le più diffuse polizze scolastiche integrative, prevedono la copertura gratuita del Presidente della Commissione d’esame, in caso di infortunio, presso l’Istituto scolastico contraente. Analogamente all’INAIL la tutela è garantita sia durante l’espletamento delle mansioni riferite alla carica ricoperta, sia in itinere.
Le polizze prevedono la garanzia anche per i casi di danno per Responsabilità Civile riconducibili al Presidente della Commissione e per la Tutela Legale.
In caso di utilizzo del mezzo proprio, la polizza integrativa, di regola esclude i danni al veicolo.

Il ruolo dei membri della Commissione

Le commissioni degli esami di maturità sono una ogni due classi. Presiedute dal Presidente esterno all’istituzione scolastica, sono composte da sei commissari interni per ciascuna delle due classi.
I commissari sono designati dai consigli di classe tra i docenti, titolari dell’insegnamento, appartenenti allo stesso consiglio di classe. I commissari potranno essere scelti tra i docenti assunti sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.
Ai commissari spettano i compiti più diretti come la correzione delle prove d’esame scritte e l’attribuzione collegiale dei punteggi. I membri della Commissione preparano la seconda prova scritta, gestiscono lo svolgimento dei colloqui. Da ultimo svolgono gli scrutini finali e sottoscrivono i verbali relativi a tutte le procedure di esame.

Il profilo assicurativo dei membri della Commissione

Anche i membri della Commissione incaricati sono sempre tutelati dall’INAIL, non solo nell’esercizio della funzione istituzionale all’interno dell’Istituto ma anche durante l’itinere.
I membri della Commissione sono operatori dipendenti dell’Istituto Scolastico e, in quanto tali, la polizza assicurativi integrativa li tutela esclusivamente a fronte del pagamento del premio. Ne deriva che in caso di infortunio, qualora il loro nominativo non rientrasse negli elenchi trasmessi alla Società assicuratrice, non sarebbero rimborsati.

Per un maggiore approfondimento è sempre possibile avvalersi della consulenza diretta del broker assicurativo specializzato.

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Ritardata denuncia di sinistro

Il nostro istituto ha effettuato una denuncia di sinistro oltre il termine previsto dalle condizioni contrattuali. La società assicuratrice ci ha comunicato che il danno non è indennizzabile per tardiva denuncia. La famiglia minaccia un’azione legale nei confronti della scuola. Cosa possiamo fare?

I termini per effettuare la denuncia di sinistro sono stabiliti dall’Art. 1913 del Codice Civile. “L’assicurato – riporta il testo dell’articolo – deve dare avviso del sinistro all’assicuratore o all’agente autorizzato a concludere il contratto entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o l’assicurato ne ha avuta conoscenza”. Il codice stabilisce il termine di tre giorni, ma le parti possono accordarsi per un termine diverso. I testi contrattuali delle polizze assicurative scolastiche infatti, di norma derogano a questo articolo prevedendo tempistiche più lunghe, solitamente 30 giorni.

Cosa rischia la scuola in caso di tardiva denuncia

La norma stabilisce che l’assicurato, nel caso di ritardata denuncia di sinistro, possa perdere il diritto all’indennizzo oppure subire la riduzione dell’importo liquidato.
Non sempre, però, l’inosservanza dell’obbligo di dare tempestivo avviso alla compagnia preclude automaticamente il risarcimento.
La società assicuratrice potrà non erogarlo o ridurlo solo se dimostra di aver subito un danno causato dalla tardiva denuncia.
Ai sensi dell’Art. 1915 del Codice Civile, l’assicurato perde il diritto all’indennità solo se non ha adempiuto all’obbligo in malafede.
L’assicurato potrà quindi pretendere il risarcimento se l’omissione è stata fatta per negligenza e la Società assicuratrice non ha subito un danno economico concreto.
Diverse quindi sono le conseguenze a seconda che l’assicurato abbia agito in malafede (dolo) o con colpa. Nel primo caso l’assicurato perde totalmente il diritto al risarcimento. Se ha agito solo con negligenza potrebbe subire una riduzione del risarcimento in ragione del pregiudizio sofferto dall’assicuratore.
Qualora tuttavia mancasse la prova del danno sofferto, l’assicuratore è tenuto comunque al risarcimento, anche nel caso in cui la denuncia di sinistro sia fuori termine.

La giurisprudenza

Circa i casi di ritardata denuncia di sinistro si è più volte espressa la Cassazione. Recentemente con l’Ordinanza n. 24210/2019 e successivamente con l’Ordinanza n. 8701/2022.
Sia nell’ipotesi di dolo che di colpa nella tardiva denuncia, spetta all’assicurazione dimostrare, l’intento fraudolento dell’assicurato o, in caso di negligenza il pregiudizio sofferto.
Se manca la prova, l’assicuratore dovrà risarcire il danno anche nel caso di denuncia di sinistro fuori termine.
La Cassazione precisa comunque che, ai fini della perdita del rimborso, non occorre lo specifico intento fraudolento, è sufficiente “la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla legge e la cosciente volontà di non osservarlo”.

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Ciao Franco!

Un drammatico e inspiegabile incidente, sabato scorso, ha causato la perdita del nostro collega Franco Deidda.
Amico e collega, il suo ricordo resterà sempre vivido tra noi che lo abbiamo conosciuto.
In questo momento di dolore ci stringiamo intorno ai figli, Andrea e Alessandro, alla famiglia e a tutti coloro, che in questi anni, hanno avuto con lui un rapporto personale e professionale.
Esprimiamo a loro la nostra vicinanza e il nostro più sentito cordoglio.

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Proroga del contratto assicurativo

La scadenza della polizza assicurativa RC/Infortuni del nostro Istituto è prevista per il prossimo mese di settembre. Purtroppo non abbiamo effettuato il passaggio all’interno del Consiglio di Istituto, inoltre il piano ferie del nostro personale non consente la piena operatività della segreteria. Da ultimo il nostro attuale Dirigente Scolastico andrà in pensione il prossimo 1° settembre e, anche in un’ottica di “rispetto” per il nuovo Dirigente, preferisce non effettuare la selezione per la nuova polizza. È possibile, alla luce delle motivazioni addotte, effettuare la proroga del contratto assicurativo in essere per un anno?

Della proroga dei contratti pubblici ce ne siamo già occupati in un nostro precedente articolo, alla luce della situazione emergenziale causata dalla pandemia.
Circa la proroga del contratto assicurativo proviamo a fare qualche un approfondimento specifico.

La normativa vigente

L’istituto della proroga è regolamentato all’interno del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, all’Art. 106 – Modifica di contratti durante il periodo di efficacia.
Il comma 11 chiarisce precisamente i termini secondo i quali si può ricorrere alla proroga.
In prima istanza, il bando e i documenti di gara devono prevedere, e contabilizzare, l’opzione di proroga. Inoltre il periodo di proroga dev’essere limitato al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l’individuazione di un nuovo contraente.
Da ultimo la Società assicuratrice dovrà garantire che le prestazioni, nel periodo di proroga, avvengano agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto originario oppure a condizioni più favorevoli per la scuola. Ne deriva che, qualora mancasse uno di questi tre elementi, la proroga, non potrà essere richiesta.

L’onere motivazionale

Come per tutti i provvedimenti di carattere amministrativo, anche quello della proroga, prevede l’obbligo motivazionale. Questo aspetto è precisamente indicato nell’Art. 3 della Legge 7 agosto 1990, n. 241.
A nostro parere, le motivazioni proposte per richiedere la proroga del contratto assicurativo, nel caso in questione, appaiono prive di fondamento.
Ai sensi dell’Art. 45 del D. Interm. 28 agosto 2018, n. 129, al Consiglio di Istituto, spettano esclusivamente le delibere per i contratti di carattere pluriennale (comma 1, lettera d). Spetta al Consiglio di Istituto anche la delibera per i contratti, il cui valore superi il tetto della soglia prevista per l’affidamento diretto (comma 2, lettera a). In assenza dei questi requisiti la delibera del Consiglio di Istituto è superflua.
Circa l’indisponibilità del personale occorre evidenziare che la mancata programmazione è esclusiva responsabilità dell’Amministrazione appaltante e non può essere addotta come motivazione di proroga. In fase di stipula, infatti, la scuola conosceva perfettamente la data di scadenza del contratto.
Non trova neanche motivazione il pensionamento del Dirigente. L’avvicendamento della dirigenza non può impedire il fermo delle attività proprie dell’Amministrazione. La stipula della polizza assicurativa non è un’azione che rientra in nell’ambito discrezionale e privatistico del Dirigente scolastico, ma una precisa azione di tutela nei confronti dell’Amministrazione.

Periodo emergenziale

Gli unici aspetti che potrebbero essere presi in considerazione, in questi casi, sono quelli eventualmente legati all’introduzione delle diposizioni normative emergenziali legate alla pandemia.
Il Codice dei Contratti le definisce: varianti in corso d’opera, ed sono contenute nell’Art. 106, comma 1, lett. c) n.1. Il dispositivo indica: “circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice” e come “tra le predette circostanze può rientrare anche la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di autorità od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti”.
La stessa A.N.A.C. evidenzia nel Vademecum del 22 aprile 2020, al punto 9, come, in taluni casi, è possibile non indire una nuova gara ma si possa mantenere in vita il precedente rapporto. 
Un ultima possibile soluzione, qualora la Stazione Appaltante non abbia previsto sin dall’origine l’opzione di proroga tecnica, è contenuta nell’Art. 63, comma 2, lett. c), del Codice. Si tratta di una procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando di gara che, congruamente motivata, può far portare avanti il rapporto fino a che non si addivenga alla stipula del contratto.
Anche in questo caso è fondamentale l’onere motivazionale: “Le circostanze invocate a giustificazione del ricorso alla procedura di cui al presente articolo non devono essere in alcun caso imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici”.

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Violenza nelle scuole

I drammatici fatti accaduti nella Robb Elementary School di Uvalde in Texas, hanno prepotentemente riacceso l’attenzione sulla violenza nelle scuole.
Gli Stati Uniti, purtroppo, non sono nuovi a questo tipo di episodi. Pensare però che questi avvenimenti siano troppo lontani dalla nostra cultura è un errore.
Lo scorso mese, in una scuola di Melito, in provincia di Napoli, uno studente di 13 anni è stato accoltellato alla schiena mentre era in classe.
Nel mese di febbraio, un episodio analogo coinvolgeva uno studente quattordicenne di un Istituto Superiore di Rimini.
Non è nostra intenzione né competenza fare analisi di carattere sociologico.
In questi giorni tuttavia, alcune scuole clienti, ci hanno posto delle domande nel merito.
Le riassumiamo così: esiste una responsabilità diretta della scuola in questo tipo di eventi? Inoltre: la polizza assicurativa stipulata dalla scuola copre questi episodi?

L’imputabilità del minorenne

Prima di provare a rispondere, occorre fare un distinguo. Ai sensi dell’Art. 97 del Codice Penale, il minore di anni 14 non è mai imputabile penalmente. Se, tuttavia, è riconosciuta la pericolosità sociale del soggetto, possono essere previste delle misure di sicurezza come la libertà vigilata o il ricovero in riformatorio.
Il minore tra i 14 e i 18 anni è imputabile solo se viene dimostrata la sua capacità di intendere e di volere, a norma dell’Art. 85 del Codice Penale.

La responsabilità della scuola e della famiglia

Ai sensi dell’Art. 2048 del Codice Civile, la responsabilità del genitore (culpa in educando) e del docente (culpa in vigilando) non sono tra loro alternative.
Su questo aspetto, la giurisprudenza conferma che la responsabilità del genitore e dell’insegnante sono di natura solidale, concorrenti tra loro e non alternative. (Cass. civ., sez. III, n. 12501/2000).
Nel merito della responsabilità della scuola, l’Art. 28 della Costituzione indica come i funzionari dipendenti dello Stato e degli enti pubblici siano responsabili, degli atti compiuti in violazioni dei diritti.
In questo senso l’Art. 61 della Legge 11 luglio 1980 n. 312 disciplina la responsabilità patrimoniale del personale direttivo, docente, educativo e non docente nei casi di danni per dolo o colpa grave.
La presunzione di responsabilità potrà essere superata solo dimostrando l’adozione di concrete misure organizzative idonee a evitare una prevedibile situazione di pericolo. Ovvero provando che la vigilanza è esercitata nella misura dovuta e adeguata all’età e al normale grado di comportamento dei minori affidati (Corte di Cassazione, Sezione III Civile, Ordinanza 31 gennaio 2018, n. 2334).

Profilo assicurativo

Ai sensi dell’Art. 1900 del Codice Civile, l’assicuratore non è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto quest’ultimo deve pagare ad un terzo per i danni cagionati da fatti dolosi.
L’assicurazione, di norma, infatti, copre esclusivamente la condotta colposa dell’assicurato.
Il secondo capoverso dello stesso articolo del Codice Civile estende, peraltro, l’obbligo dell’assicuratore anche ai danni causati con dolo o colpa grave dalle persone delle quali l’assicurato deve rispondere.
È questo il caso di sinistro causato da un soggetto incapace, ovvero nell’ipotesi di responsabilità dei genitori, tutori, precettori o maestri d’arte.
Di fronte a casi così estremi, tuttavia, anche in assenza di una sentenza giurisprudenziale definitiva, generalizzare è sempre avventato.
In linea di principio possiamo affermare che la polizza assicurativa scolastica potrebbe indennizzare il danno, riservandosi, tuttavia, il diritto di rivalersi nei confronti della famiglia o dell’Istituto.


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Allagamento dei locali

La rottura di un tubo all’interno di un plesso del nostro Istituto comprensivo, ha causato l’allagamento dei locali e il danneggiamento di un PC. La polizza assicurativa scolastica stipulata dall’Istituto copre il danno?

Le polizze assicurative scolastiche, di Responsabilità Civile e Infortuni, normalmente non prevedono il risarcimento di questo tipo di danno.
Vero è che, negli anni, alcune società assicuratrici hanno esteso le coperture anche ad alcuni beni di proprietà. Tuttavia queste estensioni presentano parecchie limitazioni. Per questo motivo è sempre bene verificare con attenzione, anche con l’aiuto del broker specializzato, quali sono le effettive coperture.
In tutti i casi, soprattutto in presenza di un cospicuo valore, è opportuno stipulare una polizza specifica per i beni dell’Istituto.
Queste polizze, definite “Property” hanno premi, massimali e garanzie variabili in relazione al valore reale dei beni assicurati.

Risarcimento danni da allagamento

L’Art. 251 del Codice Civile stabilisce che il soggetto che ha la custodia della cosa che ha causato il danno, dovrà risarcire il terzo danneggiato.
Nel caso quindi in cui l’allagamento dei locali scolastici è causato dalla rottura degli impianti idrici, sarà il proprietario dei locali a rispondere dei danni. Analogamente anche se il danno è causato dalla rottura degli impianti di riscaldamento o condizionamento o da infiltrazioni provenienti dalle condutture interne dell’immobile.
Analogamente, nel caso in cui il danno è provocato dalla rottura di una tubazione di un immobile adiacente, sarà il proprietario di quest’ultimo, a rispondere del danno.
In tutti casi di allagamento dei locali le conseguenze economiche potrebbero essere importanti.
Buona norma preventiva quindi è la copertura assicurativa per questo tipo di danno. Di norma, le polizze assicurative degli Enti locali prevedono sempre questa eventualità.
Seppur raramente non è tuttavia da escludersi che i danni siano causati dalla cattiva manutenzione degli impianti da parte del personale scolastico oppure dalla tardiva o mancata segnalazione al proprietario. In questi casi la scuola potrebbe avere delle responsabilità dirette.

La denuncia di sinistro

Oltre alla prudenza in fase di copertura dei rischi, il secondo elemento fondamentale è il tempismo della comunicazione. Con il trascorrere del tempo infatti, i beni colpiti rischiano di rovinarsi maggiormente. Una prolungata esposizione all’umidità inoltre, potrebbe originare odori, muffe e spore malsane.
In tutti casi di allagamento dei locali, la scuola è tenuta a mettere in sicurezza la struttura e contestualmente a denunciare l’accaduto al proprietario dell’immobile al fine di far intervenire tempestivamente i tecnici specializzati.
La denuncia al proprietario dell’immobile dovrà essere corredata dall’elenco dei beni danneggiati di proprietà dell’Istituto. Nella denuncia dovranno sempre essere evidenziati tempi e modi relativi all’evento oltre che le fotografie e il valore dei beni danneggiati.
Qualora l’Istituto scolastico avesse sottoscritto una polizza assicurativa per i beni di proprietà, è opportuno effettuare denuncia anche al proprio assicuratore.

Il risarcimento del danno

In relazione al risarcimento del danno, come abbiamo visto, nella maggioranza dei casi, questo è dovuto al proprietario dell’immobile. Quest’ultimo non solo dovrà provvedere al ripristino dei locali ma anche al pagamento dei beni danneggiati. La società assicuratrice con cui la scuola ha stipulato la polizza, in caso di allagamento dei locali potrebbe infatti non pagare il danno. In alternativa potrebbe pagare il danno diretto ai beni danneggiati e successivamente rivalersi sul proprietario dell’immobile.

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La concessione dei locali scolastici

Il Comune proprietario dell’immobile scolastico ci ha comunicato che ha dato in concessione la palestra dell’Istituto ad una associazione sportiva. La concessione dei locali scolastici avverrà al di fuori dell’orario delle attività didattiche. Nel caso di danneggiamento all’immobile o alle attrezzature di proprietà dell’Istituto la polizza scolastica risarcisce il danno?

Gli edifici scolastici, i locali e le relative attrezzature, sono patrimonio dello Stato o degli Enti territoriali (Regioni, Province e Comuni), ai sensi dell’Art. 826 del Codice Civile.
Ai sensi dell’Art. 14, comma 1, lettera (i) della Legge 8 giugno 1990, n. 142, gli Enti proprietari provvedono alla realizzazione, alla fornitura ad uso esclusivo alla scuole degli immobili. L’Ente proprietario è inoltre obbligato alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici.

Le norme sulla concessione dei locali scolastici

La concessione in uso dei locali scolastici a Enti o Associazioni è consentita ai sensi dell’Art. 96 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Le regole e le procedure relative alla cessione dei locali sono demandate agli accordi e ai protocolli operativi stipulati tra la scuola e l’Ente proprietario.
Giova ricordare che l’Ente Locale è il proprietario dell’immobile ma questo è dato ad uso esclusivo alla scuola. Qualora un Ente o un’Associazione richiedesse l’uso dei locali, autorizzazione dovrà essere concessa dal Consiglio di Istituto della scuola, ai sensi dell’art. 38 del Decreto 28 agosto 2018 n. 129.

Tempi e finalità

Le attività didattiche proprie della scuola hanno priorità rispetto all’utilizzo del concessionario. Per questo motivo l’utilizzo dei locali scolastici è consentito, al di fuori dell’orario del servizio scolastico e non dovrà interferire con l’attività didattica.
La concessione dovrà inoltre rientrare nell’ambito dei fini istituzionali e comunque in ambiti di interesse pubblico con finalità di promozione culturale, sociale e civile dei cittadini.
Inoltre le attività dovranno essere rese in forma gratuita e/o senza scopo di lucro. Ne deriva che non può essere concesso l’uso dei locali scolastici a soggetti che perseguono fini commerciali o che espletino attività in ambito di interesse privato. Allo stesso modo, non potranno utilizzare i locali scolastici, partiti politici, associazioni, organizzazioni e comitati che ne costituiscono un’emanazione diretta o indiretta.

Procedure per la concessione

Il soggetto concessionario dovrà inoltrare formale richiesta all’Ente proprietario dell’immobile e/o al Dirigente scolastico. In quest’ultimo caso il Dirigente scolastico dovrà avere ricevuto delega formale dall’Ente stesso. Oltre alle finalità specifiche per cui è chiesta la concessione, il soggetto richiedente dovrà indicare le generalità del soggetto responsabile. Effettuate le necessarie verifiche e ottenute le necessarie autorizzazioni può essere concesso l’uso degli spazi.

Il profilo assicurativo

Ottenuta la concessione, il concessionario diventa responsabile per i danni diretti, a cose o persone, causati nel tempo e nei luoghi oggetto della concessione stessa. Per questo motivo la concessione dei locali scolastici dovrebbe essere sempre subordinata alla sottoscrizione, da parte del concessionario, di una polizza per la Responsabilità Civile e per la copertura dei danni provocati.
Il broker assicurativo specializzato potrà, su mandato della scuola cliente, verificare la qualità delle coperture assicurative offerte dal concessionario.
Allo stesso modo il concessionario è tutelata dalla polizza assicurativa della scuola o dell’Ente Locale per gli eventuali danni dovesse subire da questi ultimi nel corso del periodo di concessione.