In qualità di Dirigente Scolastico volevo chiedervi a quali eventuali responsabilità potrei andare incontro se alcuni docenti rifiutassero di vaccinarsi, nonostante il formale invito ricevuto da parte dell’ATS e se la polizza assicurativa scolastica sia attivabile per questa eventualità.

I dubbi circa la sicurezza dei vaccini e conseguentemente in merito all’opportunità di immunizzarsi, hanno preso maggiore vigore alla luce delle problematiche insorte col vaccino antiCovid-19 di AstraZeneca, a seguito delle quali alcuni Paesi membri dell’Unione ne hanno sospeso la somministrazione.

Questa presa di posizione, rientrata dopo il parere espresso il 18 marzo scorso dal Comitato di Farmacovigilanza (PRAC) dall’EMA (l’Agenzia europea dei medicinali), ha, tuttavia, portato molti cittadini a disdire le prenotazioni vaccinali.

In data 23 marzo, con una Nota Ufficiale, il servizio statistico dell’INAIL evidenziava un costante incremento delle infezioni da Covid-19 di origine professionale. Le denunce superano quota 150.000, con un incremento, nel mese di febbraio, di quasi 9.000 in più rispetto al mese precedente.

Premesso tutto ciò e senza entrare nelle scelte individuali del singolo, occorre evidenziare che la libertà di scelta, rispetto ad un trattamento sanitario, è garantita dall’Art. 32 della Costituzione che evidenzia come: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Stabilito, quindi, che l’opzione di vaccinarsi o meno rientra nella sfera decisionale della persona, è tuttavia opportuno soffermarsi sulle eventuali conseguenze che questa scelta può generare in ambito assicurativo.

La responsabilità nel caso di rifiuto a vaccinarsi

La circolare INAIL n. 13/2020 equipara l’infezione da Covid-19 ad infortunio sul lavoro ai sensi del D.P.R. n.1124/1965 (T.U. dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

Ne deriva che, fatta salva l’ipotesi di infortunio doloso o di infortunio conseguente a rischio elettivo (nel quale il lavoratore affronta un rischio diverso da quello inerente all’attività lavorativa), l’INAIL tutela il lavoratore per tutti gli infortuni sul lavoro, anche quelli derivanti da colpa.

La scelta del lavoratore di non vaccinarsi non può essere considerata dolo, in quanto il contagio non può considerarsi previsto e/o voluto come conseguenza diretta della scelta di non immunizzarsi. Non può neanche essere considerata rischio elettivo, in quanto il contagio non è certamente voluto dal lavoratore.
Resta quindi inteso che anche in considerazione della nota INAIL del 01/03/2021: “il rifiuto di vaccinarsi […] non può costituire una ulteriore condizione a cui subordinare la tutela assicurativa dell’infortunato”.

Il rifiuto di vaccinarsi, configurando un comportamento colposo del lavoratore, può, ad ogni modo, ridurre oppure escludere la responsabilità del datore di lavoro, facendo venir meno il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei suoi confronti, così come il diritto dell’INAIL ad esercitare azione di regresso nei confronti del datore di lavoro.

Con riferimento quindi alla polizza assicurativa scolastica, non ci sarà necessità dell’intervento della garanzia RCO, stante l’assenza di responsabilità nel caso di rifiuto a vaccinarsi del personale, in capo al Dirigente Scolastico, in qualità di datore di lavoro e tantomeno della conseguente rivalsa da parte dell’INAIL.

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