Docente aggredita: la scuola trascura l'accaduto
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Uno studente di una scuola media romana, ha aggredito una docente che avrebbe riportato la frattura di una spalla. A detta dell’insegnante, la scuola avrebbe minimizzato l’accaduto senza prendere provvedimenti verso lo studente.  Lo riporta un articolo di cronaca de “la Repubblica”.

Il fatto

L’episodio è accaduto alla ripresa delle attività dopo le vacanza natalizie, lo scorso 7 gennaio. L’alunno, un sedicenne ucraino, rifugiato di guerra, stava giocando con lo smartphone durante la lezione quando la docente decise di sequestrare il telefono per consegnarlo in presidenza.
Poiché non c’erano collaboratori scolastici disponibili, la docente aveva lasciato il dispositivo sulla cattedra, dove lo studente ha cercato di riprenderlo opponendosi a lei.
Dopo il rifiuto dell’insegnante, il ragazzo ha reagito violentemente graffiandole una mano, insultandola e spingendola rabbiosamente contro il muro.
Il ragazzo avrebbe anche minacciato i compagni, e s’è calmato solo quando ha capito che la professoressa stava chiamando i Carabinieri.

Sottovalutazione e inerzia della scuola

Dopo l’aggressione, la vicepreside avrebbe sottovalutato l’accaduto, senza prendere provvedimenti nei confronti dello studente. La docente si sarebbe anche recata dal Preside per chiedere aiuto, ma il Dirigente scolastico avrebbe minimizzato l’episodio.
In seguito all’aggressione, il marito ha accompagnato l’insegnante al pronto soccorso, dove i medici le hanno diagnosticato la rottura della cuffia dei rotatori della spalla sinistra. Attualmente si trova in infortunio INAIL, in attesa di un intervento chirurgico.
La docente avrebbe richiesto la sospensione dello studente e il suo inserimento in un centro diurno per supporto linguistico e psicologico. Anche in questo caso la scuola non sarebbe intervenuta limitandosi a spostare l’alunno in un’altra classe. Secondo quanto riporta l’articolo la scuola non avrebbe neanche segnalato l’accaduto alle autorità competenti, costringendo la docente a occuparsi personalmente della segnalazione all’Avvocatura di Stato.

La responsabilità

Se confermati, i fatti evidenziano gravi criticità. Sebbene la Circolare ministeriale dell’11 luglio 2024 vieti l’uso dello smartphone, essa non autorizza la confisca del dispositivo. Sul piano penale, lo studente è imputabile secondo l’Art 98 del Codice, avendo superato i 14 anni. Parallelamente, sussiste la responsabilità civile della famiglia per la mancata educazione del minore alle norme di convivenza.
Infine, occorre valutare l’eventuale inerzia del Dirigente Scolastico. Ai sensi dell’Art. 2087 del Codice Civile, il datore di lavoro è infatti obbligato ad adottare ogni misura necessaria per tutelare l’integrità fisica e morale dei propri dipendenti.

Il profilo assicurativo

Dal punto di vista assicurativo, in relazione all’infortunio, la docente è tutelata dall’INAIL. Qualora fosse in regola con il pagamento del premio della polizza integrativa, quest’ultima pagherebbe anche le spese mediche direttamente legate all’episodio. Se l’alunno che ha provocato il danno, ha agito con dolo o colpa grave, l’assicuratore potrà agire in rivalsa contro di lui.
Il Dirigente invece occupa una posizione più delicata, qualora si provasse che non ha protetto il lavoratore e/o lo studente. Sulla base del concetto di diligenza professionale, occorrerà quindi valutare se ha commesso un eventuale errore professionale.
I danni derivanti da “colpa” sono sempre risarcibili mentre i danni riconducibili alla “colpa grave” potrebbero rimanere esclusi in presenza di espresse clausole limitative. I danni derivanti da “dolo”, ovvero all’intenzionalità di causare il danno, invece, non sono mai risarcibili.

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