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Vigilanza sugli studenti all’uscita da scuola

In relazione alla vigilanza sugli studenti all’uscita da scuola, voglio chiedervi se esiste quest’obbligo anche dopo il termine delle lezioni. È capitato infatti che le famiglie di alunni minori, della scuola elementare, ritardino rispetto all’orario previsto per la riconsegna dell’alunno. In questi casi c’è la responsabilità della scuola e del docente? In caso di infortunio la polizza copre il danno? 

L’obbligo di vigilanza sugli studenti all’entrata e all’uscita della scuola è una norma contrattuale prevista ai sensi dell’Art.29 – Attività funzionali all’insegnamento, comma 5, del CCNL scuola 2006/2009: “Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi”.
La mancata sorveglianza degli alunni durante l’uscita potrebbe quindi raffigurarsi come “culpa in vigilando”.

La vigilanza è sempre rapportata all’età e alla maturità dell’alunno

È bene precisare sempre che la vigilanza, soprattutto nelle fasi di ingresso e uscita degli alunni, dev’essere rapportata all’età e al grado di maturità degli stessi. Un conto è parlare di un minore della scuola elementare, un altro quello di uno studente di un istituto superiore. In linea assolutamente generale, infatti, si chiede ai docenti di accompagnare gli alunni all’uscita, vigilando precisamente sulla riconsegna del minore. Queste regole riguardano la scuola primaria e la secondaria di I grado, lasciando maggiore libertà negli Istituti superiori.
Il docente che, alla fine delle lezioni, non assiste gli studenti minorenni fino all’uscita, compie un atto non conforme alla normativa vigente. In caso di sinistro, potrebbe configurarsi nei suoi confronti la mancata vigilanza e conseguentemente, nella migliore delle ipotesi, una sanzione disciplinare.

Il protocollo operativo interno

Esistono scuole in cui la vigilanza sugli studenti all’uscita viene portata all’eccesso.
In alcune occasioni viene fatta richiesta ai docenti di permanere a scuola fino a che l’ultimo degli studenti sia stato prelevato dai genitori, in altri casi si chiede al docente di accompagnare gli studenti fino allo scuolabus.
Queste attenzioni più dettate dal buon senso che dalla scuola.
Tutte le azioni tese alla vigilanza sugli studenti all’uscita da scuola devono essere contenute in un protocollo operativo interno all’Istituto.
In tutti i casi il docente dovrà segnalare al Dirigente Scolastico, la mancata presenza del genitore dell’alunno, o di un suo incaricato, all’uscita.
Sarà quindi il Dirigente a decidere come operare nel caso specifico.

L’assicurazione scolastica

Sul versante strettamente assicurativo le polizze scolastiche, sono operanti per tutto il tempo in cui l’alunno è presente all’interno dell’edificio. Di norma, nei casi di infortunio in itinere, qualora ricompresi nelle garanzie.
Restano anche tutelati i danni da Responsabilità Civile ascrivibili all’Istituto per mancata vigilanza colposa, fatto salvo il diritto dell’Amministrazione di rivalersi nei confronti del Docente per il danno da lui causato.

Se desideri avere avere maggiori informazioni in relazione alla copertura assicurativa di Responsabilità Civile della scuola, contattaci qui.

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Nonno ritira la nipote “sbagliata”

Un certo clamore ha sollevato in questi giorni la vicenda di quel nonno aretino che lo scorso 24 giugno, andando a prendere la nipote a scuola, non solo ha sbagliato scuola, entrando nel Nido Comunale al posto della Scuola dell’Infanzia situata accanto, ma ha anche sbagliato nipote tornando a casa con una sconosciuta.
Tutti i particolari sulla vicenda dello sbadato progenitore sono reperibili in cronaca.
La vicenda, seppur finita bene – le due piccole, dopo qualche ora, infatti, erano ritornate nelle rispettive abitazioni – non ha impedito ai genitori di fare denuncia alla Polizia e al Comune. Il Comune ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti dell’educatore e del bidello, i quali, sarebbero sospesi dal servizio.

La vigilanza

Sull’obbligo della vigilanza abbiamo già pubblicato un articolo specifico. Quanto accaduto ci dà lo spunto per ritornare, ancora una volta, sull’importanza di quest’aspetto da parte del personale scolastico.
Il tema della vigilanza e della sua organizzazione rimangono un elemento sensibile del dibattito scolastico. Il tema è rilevante vuoi per l’attenzione sempre costante al problema, vuoi per la molteplicità di giurisprudenza attinente.
Nel caso specifico si tratta di culpa in vigilando del personale scolastico?
Oppure di culpa in organizzando della struttura? Oppure di entrambe?

La Responsabilità diretta dell’Istituto

Al di là del caso in esame resta inteso che per parlare di colpa deve configurarsi una responsabilità diretta dell’Istituto. I soggetti interessati a vario titolo sono il Dirigente scolastico, il Direttore S.G.A. e il personale docente e/o educativo e i collaboratori.
Per parlare di responsabilità diretta è necessario che l’evento si sia verificato durante la presenza degli alunni a scuola. In relazione al caso specifico, alla riconsegna dei minori ai genitori o ai delegati dagli stessi.
Su quest’aspetto è opportuno fare un chiarimento: la delega deve essere formale, ufficializzata con una richiesta scritta consegnata e protocollata dalla scuola. La scuola, a sua volta, la renderà nota al docente o al personale in relazione al sistema organizzativo previsto.
La responsabilità diretta della scuola deriva, tra gli altri, dall’Art. 2043 e dall’Art. 1218 del Codice Civile, in relazione alla responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale, che viene ad instaurarsi con l’iscrizione del minore a scuola.
La responsabilità della scuola entra in gioco dal momento in cui il minore è all’interno della scuola e fino a quando viene riconsegnato alla famiglia. È evidente che il personale incaricato debba anche cercare di evitare gravi equivoci, come quello occorso in questo caso, dove le due alunne avevano lo stesso nome.

La polizza assicurativa scolastica

Sul piano strettamente assicurativo, la Società assicuratrice è tenuta a risarcire il danno nella misura in cui lo stesso è comprovato e quantificato.

Se desideri avere maggiori informazioni in relazione alle tutele di Responsabilità Civile della scuola, contattaci qui.

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Obbligo di vigilanza sugli alunni

La questione relativa all’obbligo di vigilanza sugli alunni, imposto al personale scolastico ai sensi del comma 2, dell’Art. 2048, del Codice Civile, è stato, nel corso degli anni, oggetto di svariate sentenze giurisprudenziali.
La questione assume particolare rilevanza anche in virtù dell’introduzione, nella scuola, di nuove dinamiche didattiche, come all’alternanza scuola lavoro o la recentissima diffusione della DaD.

Il rapporto contrattuale

Alla luce del rapporto extracontrattuale che si viene ad instaurare con l’iscrizione, la scuola è responsabile del danno causato al minore nel tempo in cui questi è sotto la propria vigilanza.
Occorre altresì precisare che l’obbligo di vigilanza sugli alunni, non ha carattere assoluto.
La vigilanza infatti è proporzionale al tipo di attività, all’età e al grado di maturazione degli alunni.
Non serve quindi, la costante presenza dell’insegnante, ma resta l’obbligo di mettere in atto di tutte le misure organizzative per la sicurezza degli allievi.
Anche nel caso di alunno maggiorenne, la potestà disciplinare della scuola verso l’allievo rimane immutata, esattamente come i doveri dell’allievo nei confronti dell’Istituto.

Le attività potenzialmente rischiose

Occorre anche considerare che all’interno delle scuole si svolgono attività potenzialmente rischiose. La stessa INAIL sul proprio sito ha definito un elenco di attività tutelate.
Le statistiche rilevano che più del 50% degli infortuni scolastici avvengono in palestra, o comunque durante l’attività motoria.
In questi casi è necessario verificare che siano state predisposte tutte le misure per consentire che: «l’insegnante sotto la cui guida il gioco si svolge, sia stato in grado di evitare il fatto». (Cass. 2003, n. 15321).
Analogamente, dovranno essere predisposte tutte le misure di contenimento del danno anche in occasione delle attività potenzialmente dannose come le attività di laboratorio .
Bisognerà inoltre considerare l’età dell’alunno, se questo è capace di intendere e di volere. “Considerando anche lo sviluppo intellettivo del soggetto, quello fisico, l’assenza di malattie, la forza del carattere, la capacità del minore di rendersi conto dell’illeceità del suo gesto, la capacità di volere con riferimento all’attitudine di autodeterminarsi” (Cass. 1975, n. 1642).

La Culpa in educando

Infine, oltre alla possibile culpa in vigilando del personale scolastico e alla culpa in organizzando dell’Istituto, c’è da tenere in considerazione anche la possibile culpa in educando dei genitori (Comma 1, dell’Art. 2048 del Codice Civile).
La famiglia è la prima deputata a impartire ai figli una corretta educazione atta a prevenire fatti illeciti e/o dannosi.
La questione relativa alla responsabilità di vigilanza sugli alunni, quindi non è banale.
Nel merito delle coperture assicurative, prevede una accurata analisi delle dinamiche per capire, non solo come il sinistro è avvenuto, ma anche per definire le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti e l’eventuale trasferimento all’assicuratore.