Responsabilità vigilanza asili nido
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Come riporta “il Messaggero”, con la sentenza della Cassazione di Velletri, si chiude, almeno sul piano giudiziario, la vicenda di Lavinia Montebove. L’alunna frequentava un asilo nido, quando venne investista da un’auto in manovra nel cortile della struttura, riportando gravi danni permanenti.

Il fatto

Il 7 agosto 2018, la piccola Lavinia, di soli 16 mesi, fu investita nel parcheggio di un asilo nido di Velletri alle porte di Roma. La bambina, allontanatasi dall’edificio, gattonava nell’area esterna della struttura dove venne travolta da un’auto in manovra guidata da una mamma.
Per i primi soccorsi non fu usato nessun protocollo d’emergenza: la piccola venne trasferita in ospedale da un’auto privata senza chiamare l’ambulanza. Le conseguenze del sinistro furono devastanti, riducendo Lavinia in uno stato semi-vegetativo irreversibile.
Dal giorno dell’incidente infatti la piccola si trova in uno stato di minima coscienza. Familiari e specialisti la assistono costantemente, supervisionati dall’Asl di Velletri e dall’Ospedale “Bambino Gesù”.

Il percorso giudiziario e le sentenze

L’iter giudiziario ha cercato di fare chiarezza sulle responsabilità dell’evento. La Corte d’Appello di Roma, nel marzo 2025, confermò le sentenze di colpevolezza precedentemente emesse.
Secondo quanto emerse fin dalle prime indagini la struttura era un asilo “fantasma”. L’attività operava irregolarmente all’interno di un immobile destinato ad uso abitativo. La titolare non aveva presentato nessuna richiesta alla Camera di Commercio e l’attività era priva di un autonomo codice fiscale registrato all’Agenzia delle Entrate. Tali mancanze hanno di fatto impedito alle amministrazioni ogni controllo preventivo su igiene e sicurezza.
Durante il processo, il procuratore generale Carlo Paolella ha definito l’accaduto: «Una tragedia evitabilissima e prevedibilissima». L’avvocato di parte civile, che assiste i genitori della bambina, ha parlato di «gravissime negligenze e sciatteria» che contribuirono a causare un danno irreversibile.

La condanna e il ricorso in Cassazione

Per questi motivi la maestra e titolare dell’asilo venne condannata a due anni e sei mesi per lesioni colpose gravissime stradali e abbandono di minore. Per la donna alla guida della vettura, il tribunale stabilì invece una condanna a un anno di reclusione e analogo periodo di sospensione della patente.
La Corte di Cassazione, all’inizio di marzo, ha respinto il ricorso presentato dalla titolare della struttura, imputata per lesioni personali colpose e abbandono di minore. Era invece già definitiva la condanna per l’investitrice, che non aveva presentato ricorso.

La responsabilità del personale educativo

Il profilo di responsabilità nel caso specifico si fonda sull’obbligo di vigilanza gravante su chi gestisce un servizio educativo per l’infanzia. Il personale scolastico ha il dovere giuridico di garantire l’incolumità dei minori affidati alla propria custodia, impedendo situazioni di pericolo. La giurisprudenza sottolinea come l’omessa sorveglianza configuri una grave colpa professionale. La mancata chiusura di varchi o accessi ha reso inefficace la protezione prevista in simili contesti educativi.

Le tutele assicurative e il risarcimento

Le tutele assicurative giocano un ruolo cruciale nella gestione dei danni derivanti da incidenti scolastici. Ogni struttura dovrebbe obbligatoriamente stipulare polizze di Responsabilità Civile verso terzi per coprire eventuali danni causati a soggetti esterni o agli alunni stessi. Il risarcimento del danno, disciplinato dal Codice Civile, rimane un atto necessario per supportare la cura della vittima nel tempo. Nel caso specifico, oltre alla polizza di Responsabilità Civile della scuola è operante anche la polizza di Responsabilità Civile del veicolo che ha causato il sinistro. Il risarcimento, in questo specifico caso, ammonterebbe a oltre due milioni e ottocentomila euro. «Il risarcimento c’è stato, importante ma parziale – dice l’Avvocato della famiglia- perché ogni singolo centesimo è destinato ad assicurare la sopravvivenza di Lavinia nel modo più dignitoso possibile».

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