Un grave incidente si è verificato in una scuola delle Marche. L’episodio presenta una dinamica analoga al sinistro del 2022 avvenuto all’asilo di Osio di Sopra, dove alcuni bambini erano rimasti ustionati. Questo secondo evento è accaduto a pochi giorni di distanza dalla sentenza di primo grado sul caso precedente. Lo riporta un articolo del “Corriere Adriatico”.
Il fatto
L’episodio è accaduto mercoledì 17 giugno intorno alle ore 11 nella scuola dell’Infanzia dell’IC di Castel di Lama (AP). Secondo le prime indiscrezioni l’incendio si sarebbe sviluppato durante la spiegazione didattica del funzionamento di un vulcano. L’insegnante avrebbe utilizzato del liquido infiammabile per eseguire l’esperimento. Il materiale ha provocato una fiammata improvvisa che ha colpito due alunni, un maschio e una femmina, di cinque anni.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 con due ambulanze insieme ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri. L’eliambulanza ha successivamente trasportato entrambi i bambini all’ospedale di Torrette ad Ancona in codice rosso. A causa delle precarie condizioni, uno dei due piccoli è stato intubato prima del volo. I medici hanno valutato il trasferimento dei pazienti al Centro Grandi Ustionati di Cesena.
Nonostante la gravità delle lesioni, i due alunni non sono in pericolo di vita.
Le indagini
I carabinieri della stazione locale hanno avviato le indagini per accertare l’esatta dinamica dell’evento. I militari hanno raccolto le testimonianze dell’insegnante coinvolta e della Dirigente dell’Istituto comprensivo. Al momento non sono state rilasciate dichiarazioni, tuttavia alcune fonti indicano una sostanza infiammabile forse di colori acrilici come causa dell’incidente.
La responsabilità dell’insegnante
Malgrado il massimo riserbo delle indagini, è ipotizzabile il reato di lesioni colpose gravissime per l’accaduto. In questa fase sull’insegnante e sul suo operato si concentrano principalmente le indagini degli inquirenti. Sul docente grava l’obbligo di garantire la sicurezza dei minori in aula. L’uso di liquidi o sostanze infiammabili davanti ad alunni così piccoli potrebbe configurarsi come un’imprudenza grave.
Il ruolo del Dirigente scolastico
Gli inquirenti valuteranno anche la posizione della Dirigente dell’Istituto comprensivo. Quest’ultima ha il dovere di organizzare la sicurezza generale della scuola. Gli investigatori verificheranno se i protocolli interni vietassero l’uso di sostanze pericolose. Bisognerà anche accertare se l’ipotizzato esperimento del “vulcano”, fosse stato autorizzato in precedenza nel rispetto delle linee guida sulla sicurezza nei posti di lavoro.
Le conseguenze civili e risarcitorie
L’episodio coinvolge direttamente la Responsabilità Civile dell’Istituto per i danni subiti dai minori. La scuola risponde dei danni causati dal personale durante l’orario scolastico, il Ministero dell’Istruzione quindi potrebbe essere chiamato in causa come responsabile.
Gli Istituti scolastici, di norma, sottoscrivono una polizza assicurativa per i danni da Responsabilità Civile provocati a terzi. Questa copertura interviene per risarcire i danni fisici subiti dagli alunni durante l’attività didattica, sotto la vigilanza del personale scolastico.
In sede giudiziale, i periti quindi valuteranno l’entità dei danni permanenti e i costi necessari per le cure mediche. Le famiglie degli alunni ustionati hanno diritto al risarcimento del danno biologico. Quest’orientamento giuridico è anche confermato dal precedente di Osio di Sopra.
Resta tuttavia inteso che la polizza copre la Responsabilità Civile ma esclude il dolo o la colpa grave dei responsabili. Costoro rischiano quindi di dover rispondere personalmente dei danni provocati.
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