Momenti di apprensione in una scuola secondaria di primo grado di San Vito Lo Capo in provincia di Trapani. Un alunno di prima media ha ferito il proprio professore con un piccolo coltello durante le lezioni. Lo riporta un articolo del quotidiano “la Sicilia”.
Il fatto
Secondo le prime ricostruzioni, un alunno dodicenne avrebbe portato a scuola due piccoli coltelli tentando di ferire il suo professore durante la lezione.
A bloccare il ragazzino sarebbe stato lo stesso docente. Il ragazzo avrebbe cercato più volte di colpirlo procurandogli solo qualche graffio che fortunatamente non hanno neanche richiesto l’intervento dei sanitari. L’aggressione è avvenuta davanti ai compagni di classe a pochi giorni dalla fine dell’anno. Il giovane avrebbe persino filmato la scena con il suo telefono cellulare per documentare l’accaduto.
Le indagini delle forze dell’ordine
L’episodio ha sollevato una forte preoccupazione tra gli alunni presenti all’episodio, gli insegnanti e le famiglie della zona.
Sul posto sono intervenute subito le forze dell’ordine per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
I carabinieri, coordinati dalla procura per i minorenni, stanno lavorando insieme a un team di psicologi, nel tentativo di capire le reali motivazioni di un gesto così violento.
Il dodicenne ha alle spalle una famiglia problematica ma nonostante la situazione difficile, il ragazzo non avrebbe mai mostrato prima d’ora alcuna attitudine alla violenza.
Dietro l’aggressione potrebbe esserci forse la rabbia per aver ricevuto un quattro durante un’interrogazione. Non sembrerebbe che il ragazzo abbia compreso la reale gravità del suo gesto. I fatti sarebbero stati pianificati e vagamente annunciati in precedenza con alcuni post sui suoi profili social.
Il quadro normativo della responsabilità
Dal punto di vista giuridico, l’episodio richiama precise norme del nostro ordinamento in materia di minori. Nonostante la gravità, il dodicenne non è imputabile penalmente. Secondo l’Art. 97 del Codice Penale, la legge stabilisce infatti che chi ha meno di quattordici anni non può essere sottoposto a processo penale.
La questione si sposta quindi sul piano della Responsabilità Civile per i danni causati a terzi. L’Art. 2048 del Codice Civile prevede la responsabilità dei genitori per i fatti illeciti dei figli minori. Per liberarsi da questa colpa, la famiglia dovrebbe dimostrare in giudizio di non aver potuto impedire il fatto.
La stessa norma disciplina la responsabilità dell’Istituto scolastico, ovvero degli insegnanti e del personale. Durante l’orario delle lezioni, la scuola assume un preciso dovere di vigilanza sul minore affidato. Il docente o l’Istituto rispondono dei danni a meno che non provino l’imprevedibilità assoluta dell’evento.
La tutela assicurativa
L’episodio attiva immediatamente le coperture assicurative stipulate, di norma, da ogni Istituto scolastico a tutela del personale e degli studenti. La polizza Infortuni della scuola interviene in prima battuta per coprire le lesioni fisiche subite dal docente durante lo svolgimento del proprio lavoro. In casi analoghi, la garanzia assicura il risarcimento dell’eventuale danno biologico e delle spese mediche sostenute dalla vittima dell’aggressione. Successivamente, la Compagnia assicurativa avvierà una dettagliata analisi per verificare la dinamica e le responsabilità civili del sinistro. Qualora venisse accertata una carenza educativa, l’Assicuratore potrebbe esercitare il diritto di rivalsa nei confronti della famiglia del minore. I genitori sarebbero così chiamati a rifondere le somme erogate dall’assicurazione. L’intero impianto risarcitorio dipende quindi dalla valutazione della colpa in educando e/o in vigilando. Un elemento centrale per definire chi dovrà sostenere i costi economici in questo genere di eventi.
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