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Docente punisce due alunne tagliando loro i capelli: responsabilità civile, profili disciplinari e coperture assicurative scolastiche

Episodio “singolare” in una scuola media della Provincia di Venezia. La docente, per punizione, taglia i capelli a due alunne. Lo riporta, in cronaca locale, un articolo de: “la Repubblica”.

Il fatto

Una supplente a Mestre ha tagliato i capelli a due alunne durante la lezione. Tutto è iniziato quando una ragazza ha chiesto chiarimenti sulla lunghezza di un riassunto. La docente ha usato delle forbici davanti alla classe incredula.
L’insegnante ha tentato di giustificare l’assurdo gesto come una bizzarra strategia didattica per “mettersi al livello” dei ragazzi ma, comprensibilmente, l’episodio ha scatenato fortissime polemiche.
Le studentesse sono rimaste scioccate per l’umiliazione subita in pubblico. I genitori chiedono provvedimenti immediati, chiedendo la salvaguardia degli alunni anche in vista degli esami di stato alla fine dell’anno scolastico. L’episodio infine solleva forti dubbi sui criteri di selezione del personale scolastico supplente. I genitori chiedono verifiche più severe sulla stabilità emotiva dei docenti poichè scuola devrebbe essere un luogo sicuro e accogliente per tutti.

I precedenti

L’episodio di Mestre non rappresenta un caso isolato nel panorama scolastico italiano recente.
Nel 2020 il Collegio romano San Giuseppe De Merode fu coinvolto in una vicenda giudiziaria analoga. Un alunno subì il taglio forzato di un ciuffo considerato non conforme alle regole dell’istituto. I responsabili sono stati incriminati per coercizione e per aver oltrepassato i limiti del potere educativo.
Nel 2022 sempre a Roma un docente tagliò i capelli a una studentessa iraniana per una provocazione politica. Tale gesto portò all’immediata apertura di un procedimento disciplinare contro l’insegnante.

La responsabilità

Anche nel caso in questione, la scuola ha avviato un’indagine interna. La docentepotrebbe rischiare pesanti sanzioni per violenza privata e abuso dei mezzi di correzione. Il suo comportamento infatti, infrange i principi fondamentali del codice deontologico scolastico. Ai sensi del Codice Civile, l’istituto risponde civilmente per i danni arrecati alle alunne durante lo svolgimento delle lezioni. Spetta al Dirigente espletare l’indagine interna per definire le eventuali responsabilità disciplinari specifiche. Anche il Ministero dell’Istruzione potrebbe essere coinvolto per il risarcimento dei danni subiti. Lo Stato ha infatti il dovere giuridico di proteggere l’integrità dei minori.

Il profilo assicurativo

Di norma, la scuola stipula una polizza per la responsabilità civile verso terzi. La copertura tutela l’amministrazione per i danni causati dal personale in servizio.
Il passaggio fondamentale è tuttavia legato alla qualificazione giuridica del gesto come colposo o volontario. In caso di dolo infatti, le Compagnie potrebbero negare il risarcimento per atti dolosi o reati.
Il taglio dei capelli configura infatti come un possibile abuso dei mezzi di correzione. Inoltre in caso di dolo l’assicurazione può esercitare il diritto di rivalsa sull’insegnante per le somme pagate.
Il Ministero dell’Istruzione resta tuttavia civilmente responsabile verso le famiglie per le condotte dei dipendenti.

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