Utilizzo cellulare della docente: la sanzione
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Il Tribunale di Lecco, nel 2017, ha respinto il ricorso di una docente che aveva ricevuto una sospensione di un giorno dal servizio. Il Dirigente scolastico dell’Istituto superiore dove lavorava, l’aveva sanzionata per aver risposto al cellulare durante una interrogazione in classe. Inoltre la docente “ha intrattenuto gli alunni su tematiche relative all’andamento delle relazioni tra il dirigente e i docenti, tra il dirigente e i sindacati, violando anche alcuni vincoli di riservatezza”.

Il fatto

L’episodio è accaduto alla fine del 2014 quando la docente ha risposto al proprio cellulare durante un’interrogazione. L’insegnate era stata chiamata dal fratello che le comunicava il ricovero in ospedale dell’anziana madre. A seguito della sanzione ritenuto idonea la docente s’è rivolta al giudice del lavoro di Lecco ravvisando, a suo dire, la violazione del principio di proporzionalità.

Il giudizio di primo grado

Il giudice ha confermato che telefonare durante una lezione è un’infrazione e che parlare di temi estranei all’insegnamento viola i doveri professionali. Questo comportamento non è considerato di lieve entità. I docenti devono infatti rappresentare un esempio per i propri studenti. La sanzione irrogata venne dunque ritenuta proporzionata alla gravità del fatto.

La conferma della Corte d’Appello

Per questi motivi, i legali dell’insegnate hanno proposto l’appello. La Corte d’Appello di Milano ha analizzato il caso confermando hanno confermato il precedente giudizio. Con la sentenza n. 462 del 3 aprile 2019, i giudici hanno ribadito la legittimità del provvedimento disciplinare deciso dalla scuola.
La Direttiva Ministeriale n. 30 del 2007 vieta l’uso dei telefoni. Questo divieto riguarda esplicitamente anche tutto il personale docente in servizio. Lo scopo è garantire condizioni serene per le attività didattiche. Gli adulti devono offrire un modello di riferimento esemplare ai discenti. Tale norma tutela la qualità dell’apprendimento nella comunità scolastica.
La Corte d’Appello ha sottolineato che l’uso del cellulare danneggia il modello educativo: «La scuola è un luogo di crescita civile e culturale. Docenti e genitori partecipano a un’alleanza educativa basata su valori condivisi. Questo patto costruisce identità e senso di responsabilità negli alunni». Distrarsi con il telefono tradisce gli obiettivi istituzionali.

La funzione docente nel contratto

L’Art. 26 del CCNL definisce i doveri fondamentali dei professori: «L’insegnamento deve promuovere lo sviluppo umano e professionale degli studenti». Secondo il Tribunale, usare il telefono non è coerente con questa missione educativa. Il comportamento della docente è stato quindi giudicato contrario ai fini dell’istruzione. La responsabilità del ruolo richiede massima attenzione verso gli studenti. La docente s’è vista confermare la sentenza di primo grado, con la relativa condanna al pagamento delle spese processuali.

Il profilo assicurativo

Molti docenti stipulano assicurazioni private per la Responsabilità Civile Professionale. Queste polizze sono progettate per proteggere l’insegnante da danni arrecati a terzi o per la colpa grave. Tuttavia le polizze intervengono solitamente per coprire risarcimenti economici dovuti a errori involontari. Una sanzione disciplinare per uso improprio del cellulare riguarda un comportamento volontario. Difficilmente quindi l’Assicuiratore coprirà la perdita della retribuzione in questo scenario.
Esistono anche polizze di tutela legale che coprono le spese degli avvocati. Queste assicurazioni servono per impugnare sanzioni disciplinari davanti al giudice del lavoro. Se la polizza è attiva il docente può ottenere il rimborso delle parcelle legali. Bisogna però verificare se il contratto esclude i casi di dolo o colpa grave. Nel caso di Lecco la docente ha perso in entrambi i gradi di giudizio. In questa situazione l’assicurazione potrebbe non rimborsare le spese se la condotta è palese.

L’assicurazione scolastica

Le scuole stipulano spesso polizze integrative. Queste coperture tutelano una pluralità di eventi ma, di norma, non offrono alcuna protezione contro i provvedimenti disciplinari presi dal dirigente. La sanzione di sospensione rimane un atto amministrativo interno al rapporto di lavoro. L’assicurazione della scuola non ha dunque alcun ruolo nella gestione di queste infrazioni.

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