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Obbligo di acquisto su Consip-MePA

La nostra scuola, in relazione ad un progetto PON, ha effettuato un acquisto di materiale informatico al di fuori dalla specifica convenzione CONSIP-MePA. La scelta è stata motivata dall’inidoneità dell’offerta alle nostre specifiche esigenze. In occasione della presentazione del bilancio annuale il revisore dei conti mi chiede la motivazione. Nel caso venisse accertato un danno all’amministrazione, la polizza assicurativa scolastica copre il sinistro?

La normativa, attualmente, obbliga tutte le pubbliche amministrazioni ad approvvigionarsi, per la fornitura di beni e servizi, attraverso le Convenzioni CONSIP. Ne deriva che anche le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e gli istituti educativi devono, in via prioritaria, utilizzare questo canale.
Il fondamento giuridico dell’obbligo di adesione alle Convenzioni CONSIP è previsto dall’Art 1, comma 150, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Stabilità 2013).

Possibilità di deroga

L’obbligo di adesione alle convenzioni CONSIP è, tuttavia, derogabile in almeno due circostanze specifiche.
Nel primo caso, quando una convenzione non è idonea a soddisfare il particolare fabbisogno dell’Amministrazione scolastica appaltante. Nel secondo caso, quando, a parità di rapporto qualità-prezzo, l’utilizzo di una procedura di affidamento differente, permetta condizioni migliori e risparmi di spesa.
Nel caso di inidoneità, il Dirigente Scolastico deve adottare un apposito provvedimento che la motivi. Il documento dev’essere trasmesso alla sezione territorialmente competente della Corte dei conti. La sola trasmissione del provvedimento legittima la deroga alla convenzione e non è necessario attendere l’esito del controllo della Corte dei conti.
Sia nel caso di economicità, che in quello di inidoneità delle Convenzioni CONSIP, il Dirigente dovrà darne atto nella determina a contrarre, fornendo adeguata motivazione.
Buona norma consiglia, qualora si proceda con affidamenti al di fuori dalle piattaforme, di effettuare lo screenshot dell’elenco delle Convenzioni attive al momento della verifica. La documentazione così ottenuta andrà posta agli atti dell’Istituto. In caso di controlli successivi, il fascicolo potrà essere portato a dimostrazione del corretto operato e del rispetto degli obblighi di legge.

Il profilo assicurativo

La polizza assicurativa scolastica, normalmente, non tutela questo tipo di danno.
La sezione di Responsabilità Civile, infatti, tutela l’Istituto esclusivamente per i danni cagionati a terzi per morte, lesioni personali, distruzione, danneggiamento e deterioramento di cose. Restano, quindi, esclusi tutti i danni di carattere patrimoniale. In questi casi, è opportuno che Dirigente Scolastico e Direttore S.G.A. siano tutelati da una copertura assicurativa per la Responsabilità Civile patrimoniale e amministrativa contabile.
Giova ricordare che, nel rispetto della Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008), contratto e relativo premio restano ad esclusivo carico del soggetto assicurato.
Sul mercato sono disponibili molteplici soluzioni assicurative, con massimali e premi differenti. Alcune sono comprese all’interno delle quote previste per l’iscrizione ad Associazioni di categoria o Sindacali.
In tutti i casi, è sempre opportuno verificare i livelli di copertura e le condizioni contenute.

Se desideri maggiori informazioni in relazione alla polizza di Responsabilità Civile Patrimoniale e Amministrativa Contabile, contattaci qui.

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Open Day

Per il mese di gennaio, il nostro Istituto superiore sta organizzando alcune giornate di Open Day finalizzate alle nuove iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Alcuni docenti si sono offerti di partecipare anche al di fuori dell’orario di servizio. In caso di sinistro sono tutelati dalla polizza assicurativa integrativa? Analogamente sono in copertura gli studenti non iscritti e le loro famiglie durante gli incontri?

Con l’avvio del nuovo anno e in previsione dell’iscrizione dei nuovi alunni, prevista entro il 30 gennaio prossimo, molti Istituti stanno organizzando gli Open Day.
L’Open Day nasce in Italia a metà degli anni ’90, nella scuola paritaria. Via via s’è diffuso anche nella scuola statale. Durante la “giornata aperta” i futuri studenti e le loro famiglie possono visitare gli edifici, incontrare i professori e verificare l’offerta formativa.
Le scuole hanno, così, modo di presentarsi al meglio delle proprie possibilità ed i futuri studenti potranno prendere una decisione più corrispondente alle proprie aspettative.

L’assicurazione del personale scolastico

Normalmente l’Open Day rientra nel progetto “Orientamento e Continuità”, inserito nel PTOF delle istituzioni scolastiche. L’attività generalmente è tra quelle extracurricolari ma, in quanto attività scolastica, è ricompresa tra quelle tutelate dall’assicurazione integrativa, senza limitazione di tempi o di orari.
La partecipazione dei docenti e del personale a questi momenti, di norma, è su base volontaria e non può essere imposta dal Dirigente.
Nel caso in cui, tuttavia, il Collegio Docenti deliberi l’organizzazione dell’Open Day come un’iniziativa e/o un progetto specifico, la partecipazione del personale è obbligatoria.
In compenso, se previsto dal contratto integrativo d’Istituto, l’Open Day è ricompreso nella flessibilità oraria senza oneri per l’Amministrazione.
Sotto il profilo assicurativo, il personale scolastico non è tenuto obbligatoriamente ad aderire alla polizza integrativa. Ne deriva che, in caso di mancata adesione, il sinistro sarà tutelato esclusivamente dalle tutele obbligatorie garantite dall’INAIL.

L’assicurazione dei partecipanti

Come già ricordato, l’Open Day rientra tra le attività extracurricolari. La partecipazione a queste iniziative è libera, gratuita e, generalmente, non legata ad accordi o convenzioni tra Istituzioni scolastiche. Gli alunni interessati e le loro famiglie, durante la presenza all’interno dell’Istituto scolastico organizzatore, non godono della copertura assicurativa in caso di sinistro.
Tuttavia, in caso di responsabilità civile colposa dell’Istituto, la polizza prevede il risarcimento del danno.
In altre parole, se il danno è direttamente riconducibile alla scuola, come nel caso di pericolo non segnalato (es.: pavimento bagnato), la polizza opera regolarmente.

Se desideri maggiori informazioni in relazione alle coperture assicurative in occasione degli Open Day, contattaci qui.

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L’INAIL non risarcisce la morte dell’alunno in stage

Un certo clamore ha suscitato la notizia relativa alla mancata erogazione di indennizzo da parte dell’INAIL, per uno studente morto durante uno stage.
È quanto ha fatto sapere la famiglia dello studente 18enne Giuseppe De Seta, deceduto il 16 settembre scorso durante uno stage in un’azienda veneta.

Il profilo normativo

In premessa, occorre osservare che, per l’INAIL, gli studenti in stage o in alternanza (PCTO), sono equiparati a qualsiasi altro lavoratore e godono delle stesse tutele.
La norma è contenuta nel Testo Unico per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, ai sensi del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124.
La legge tuttavia prevede che l’indennizzo sia erogato esclusivamente nel caso in cui la vittima abbia dei familiari a carico.
In questo caso avranno diritto alla rendita il coniuge e ciascun figlio fino al termine del percorso di studi. La rendita spetterà anche ai figli totalmente inabili al lavoro, a prescindere dall’età e finché dura l’inabilità.
Anche a genitori, fratelli e sorelle, può spettare una rendita, ma solo nella misura del 20% e solo se conviventi e a carico del deceduto.
Scopo della legge, infatti, non è quello di risarcire i familiari, ma offrire ai superstiti il sostentamento venuto a mancare dopo la morte del lavoratore.
Inoltre, l’INAIL, oltre alla rendita, eroga ai familiari delle vittime anche una somma, una tantum, attraverso il fondo di sostegno istituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Tuttavia, anche per accedere a questo tipo di prestazione valgono le stesse condizioni che regolano la rendita ai superstiti.
Alla famiglia verrà comunque corrisposta una somma, prevista dalla legge, per le spese funerarie. Tuttavia questo rimborso non è attinente al risarcimento.

L’inattualità della legge

Il Testo Unico risale a quasi 60 anni fa e, in verità, l’INAIL ha proposto più volte di introdurre modifiche per adattarlo alla realtà contemporanea. Rispetto agli anni ’60 del secolo scorso, infatti, non sono cambiate solo le caratteristiche del lavoro e della famiglia, ma anche quelle della scuola.
Nel corso degli anni, l’Istituto ha suggerito di liquidare la rendita sul massimale di legge, ferme restando le disponibilità finanziarie e la sostenibilità per la finanza pubblica.
Sulla questione s’è espresso anche il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nell’ottica della revisione di tutto il percorso di alternanza. L’obiettivo non è la riforma dell’indennizzo, ma stabilire nuove regole per rendere più sicura l’attività.

Le polizze scolastiche integrative

Il risarcimento per la morte dello studente è, quindi, relegato alla polizza di Responsabilità Civile dell’impresa e alla polizza integrativa dell’Istituto scolastico. Tutto questo avverrà comunque dopo la chiusura del processo, la cui prima udienza è programmata per il prossimo 10 marzo.
Quanto accaduto riaccende l’attenzione sull’importanza e soprattutto sull’utilità della polizza assicurativa scolastica. Alcuni percorsi di studio, come quelli di carattere tecnico o professionale, sono certamente più esposti al rischio di infortunio anche grave.
Una polizza adeguata, soprattutto in questi Istituti, deve prevedere garanzie specifiche e massimali congrui in caso di sinistro. La sottovalutazione di questi aspetti espone la scuola a imprevedibili rischi anche di carattere economico.

Se desideri maggiori informazioni in relazione alle coperture assicurative scolastiche per gli stage e i percorsi di alternanza, contattaci qui.

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Comunicazioni via whatsapp

Come insegnante, sono iscritto al gruppo whatsapp della mia scuola. Da qualche tempo il Dirigente e il Preposto, utilizzano la messaggistica sia per l’organizzazione interna, che per altre comunicazioni. Inoltre questi messaggi sono inviati a qualsiasi ora del giorno e della settimana compresi i festivi. Uscire dal gruppo comporta qualche responsabilità da parte mia? In caso, non leggendo un messaggio, causassi un danno, la polizza assicurativa stipulata dalla scuola prevede l’indennizzo?

Nella scuola come in tutti gli ambienti professionali organizzati negli ultimi anni, s’è verificato un notevole aumento delle comunicazioni telematiche.
Le comunicazioni attraverso lo smartphone sono considerate particolarmente comode e, forse a torto, meno invasive. Per questo motivo sono utilizzate anche al di fuori dell’orario di lavoro contrattualmente stabilito.

Le comunicazioni formali via telematica

Da qualche tempo le comunicazioni formali inoltrate telematicamente sono al centro dell’attenzione. Un certo scalpore hanno suscitato i licenziamenti attuati attraverso comunicazioni via whatsapp o con SMS. È anche capitato che richiami o provvedimenti disciplinari siano inviati attraverso le e-mail personali o con messaggi sul cellulare. La domanda, seppur in contesti completamente diversi, è analoga: queste comunicazioni sono valide?
Per le comunicazioni che incidono sul rapporto di lavoro, la legge stabilisce l’obbligo della forma scritta. L’elemento determinante quindi non è lo strumento di trasmissione (registro elettronico, e-mail, sms, whatsapp) ma la prova del suo ricevimento. La forma scritta infatti è garanzia della comprensione del suo contenuto anche a salvaguardia di diritti del destinatario.

Il diritto alla disconnessione

Trasmettere un’informazione, senza limiti di tempo, attraverso i gruppi whatsapp o altri strumenti telematici è certamente pratica tuttavia può generare limitazioni alla vita privata.
Per questo motivo, il CCNL – Istruzione e Ricerca 2016-2018, all’Art. 22 comma 4, lettera c8, demanda alla contrattazione integrativa i criteri per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche in orario diverso da quello di servizio. Il concetto di base resta tuttavia quello aggiuntivo non sostitutivo.
Non è possibile utilizzare comunicazioni telematiche, in alternativa agli strumenti previsti dalla legge come il registro elettronico, la email istituzionale, il sito web.
Al di fuori di questi contesti è garantito il diritto alla disconnessione.

Il profilo assicurativo  

Di norma le polizze assicurative scolastiche escludono le spese per controversie relative a rapporti di lavoro o vertenze sindacali. Le polizze escludono anche le spese per controversie fra Contraente (Istituto) e l’Assicurato e tra persone/soggetti assicurati con la stessa polizza. Questo tipo di controversie potrebbero sfociare in una vertenza di carattere sindacale. È bene verificare eventualmente, con la propria associazione, quali azioni intraprendere.

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Assicuriamoci un Buon Natale

Inutile nasconderselo, comunque la si pensi, Natale è certamente la festa più magica dell’anno.
Come dice il saggio, il Natale, non è una data o una stagione, ma uno stato d’animo.
È quel sentimento, senza tempo, che risveglia in noi pensieri ed emozioni che attraversano più vite.
Il Natale è la nostra infanzia e insieme quella dei nostri genitori, dei nostri figli e, per alcuni di noi, quella dei nipoti, in un ricorrere infinito.
Ma Natale è anche la fine dell’anno e la fine dell’anno è il momento dei bilanci.
La notte del 31 dicembre rappresenta un passaggio, la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo.
Anni fa era tradizione, la sera dell’ultimo dell’anno, lanciare vecchi oggetti dalla finestra a simboleggiare l’abbandono del passato.
Oggi questa tradizione non esiste più. La civiltà del politicamente corretto ci impedisce di lanciare elettrodomestici e suppellettili vecchi e inutilizzati dalla finestra. Eppure è rimasta immutata la necessità di fermarci un attimo a pensare e a valutare quanto abbiamo vissuto nell’anno appena trascorso. Tenere quanto di buono abbiamo creato, rompere con un passato insoddisfacente e provare a progettare, e a regalarci, un futuro migliore.

Si ma poi, alla fine, cosa c’entrano le assicurazioni con tutto questo?
Mah, forse niente o forse tutto… perché, a conti fatti, la sicurezza è sempre il dono più prezioso.
È con questo auspicio che vogliamo aurare Buon Natale e un proficuo 2023 a tutti noi!

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Alunna scompare all’uscita da scuola

La cronaca riporta come una studentessa di 11 anni, uscita nel pomeriggio da una scuola di Piacenza, si sia persa. Allertate anche le forze dell’ordine, l’alunna è stata ritrovata dal padre solo in tarda serata.
Il lieto fine della vicenda tuttavia non esonera a qualche riflessione sulla possibile responsabilità della scuola o della famiglia sull’accaduto.

La responsabilità dell’Istituto scolastico

Il secondo comma dell’Art. 2048 del Codice Civile identifica nella scuola (il precettore) il soggetto responsabile dell’incolumità dell’alunno per tutto il periodo dell’affidamento alla stessa.
Analogo concetto è ribadito dalla Legge 4 maggio 1983, n. 184, in relazione al diritto dei minori. Con l’iscrizione alla scuola di uno studente alla scuola si instaura un vincolo negoziale dal quale discende l’obbligo di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’alunno.
Di fatto è di un contratto di protezione, secondo il quale, tra gli interessi da realizzarsi da parte della scuola, rientra quello all’integrità fisica dell’allievo.
Ne deriva che l’alunno minore d’essere consegnato e ritirato dalla famiglia alla scuola, senza interruzione della vigilanza.
L’evoluzione normativa introdotta dall’Art. 19-bis, del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, ha modificato in parte quest’aspetto. Il dispositivo infatti, consente l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni fermo restando l’autorizzazione esplicita della famiglia.

La responsabilità della famiglia

I genitori quindi potranno consentire ai figli di lasciare l’Istituto scolastico, finite le lezioni, esonerando il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza.
La decisione delle famiglie dovrà comunque sempre tenere in considerazione l’età, la maturità e il grado di autonomia degli alunni, oltre allo specifico contesto di riferimento.
In questo senso s’è espresso anche il Tar Veneto, Sezione I, con la recente sentenza n. 72 del 10 gennaio 2022.
In questo caso, l’Istituto aveva modificato il regolamento scolastico imponendo la: «Presa in consegna, all’uscita, dai rispettivi genitori o da persona maggiorenne espressamente delegata». Alcuni genitori hanno impugnato davanti al giudice la delibera che ha modificato il regolamento scolastico.
Il TAR ha disposto l’annullamento della Delibera fermo restando il potere dell’Amministrazione scolastica di rideterminarsi, nell’osservanza dei principi enunciati dalla legge.
In altre parole, la richiesta della famiglia, potrebbe non venire accolta qualora si evidenziassero, nello studente, presupposti tali da non garantire la sicurezza dello stesso.

Il profilo assicurativo

Le polizze assicurative scolastiche, di norma, prevedono l’infortunio in itinere anche per gli studenti. Ne deriva quindi che, nel caso di danno fisico, nel tratto tra l’abitazione e l’Istituto scolastico o viceversa, l’assicuratore risarcirà il sinistro.
L’assicuratore provvederà anche al rimborso del danno nel caso di responsabilità civile diretta dell’Istituto, nel caso di mancata o carente vigilanza imputabile direttamente a quest’ultimo.
Nessun risarcimento sarà invece previsto dalla polizza scolastica qualora la responsabilità diretta sia imputabile alla famiglia dell’alunno.

Se vuoi avere maggiori informazioni in relazione alle coperture assicurative scolastiche in itinere o per Responsabilità Civile, contattaci qui.

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Suicidio e tentato suicidio a scuola

Nell’ultimo periodo la cronaca riporta una serie preoccupante di casi di suicidio e tentato suicidio a scuola.
Lo scorso 30 novembre, una studentessa di 12 anni, di una scuola media di Latina s’è lanciata dalla finestra dopo aver lasciato una lettera di addio sul banco.
Tragedia sfiorata anche a Treviso, il 10 dicembre, quando una studentessa di 18 anni di quinta superiore, ha tentato di gettarsi dal cornicione dell’istituto scolastico.

Numeri in crescita

La Fondazione Veronesi riporta come, secondo l’ISTAT, sono circa 4000 i giovani che ogni anno, in Italia, si tolgono la vita. Dal 2021 più di 200.000 ragazzi, tra i 14 e i 19 anni, si trovano in una condizione di scarso benessere psicologico. A questo stato di cose, legato all’instabilità emotiva tipica dell’età adolescenziale, va sommato l’effetto di fall out, post Covid19, degli ultimi due anni.
I dati diffusi dall’Osservatorio della Fondazione Brf rilevano come i casi di suicidio, ideato o tentato, registrano un incremento del 75%. Nel biennio 2018 – 2019 gli accessi al pronto soccorso per tentato suicidio e autolesionismo erano stati 464, nel 2020 e 2021 sono diventati 752.
Oltre l’80% dei tentativi di suicido è messo in atto da bambine e ragazze con un’età media di circa 15 anni.
A lanciare l’allarme c’è anche la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), in occasione del Congresso tenutosi lo scorso 15 ottobre a Riva del Garda. 

Il profilo assicurativo

Le polizze assicurative scolastiche di norma escludono, nel ramo infortuni, i casi di suicidio. Tra le esclusioni c’è anche il rimborso delle eventuali spese mediche conseguenti ai casi di tentato suicidio o di autolesionismo.
Un approfondimento tuttavia merita la possibile responsabilità civile dell’Istituto scolastico in questi casi.

La responsabilità della scuola

Con l’iscrizione dell’alunno alla scuola si crea quel vincono contrattuale che obbliga l’Istituto alla vigilanza ai sensi degli artt. 2047 e 2048 del Codice Civile.
Più volte la giurisprudenza ha rilevato come l’obbligo di vigilanza gravante sulla scuola contempla anche l’obbligo di protezione. Da questo vincolo scaturisce il vincolo a prevenire tutti i rischi potenzialmente presenti anche qualora rientrino nel solo spettro della prevedibilità.
Un minore che quindi provochi danni anche a se stesso per mancata o insufficiente vigilanza, potrebbe coinvolgere la responsabilità diretta dell’Istituto.
La giurisprudenza, tuttavia, evidenzia come la questione non dev’essere incentrata sulla prevedibilità astratta dei comportamenti dell’alunno ma, sullo svolgimento peculiare dei fatti accaduti.
La condotta dell’Istituto e del docente non dovrà essere carente ma neppure eccedente, dovrà essere idonea. Ovvero improntata sulla prudenza necessaria per attuare, in concreto, la vigilanza sull’alunno sottoposto alla custodia.

Se desideri maggiori informazioni circa la Responsabilità Civile nei casi di suicidio e tentato suicidio a scuola, contattaci qui.

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Film horror a scuola

La cronaca riporta come, in una scuola media di Cremona, durante un’ora buca, il docente abbia consentito la proiezione di un film in aula.
Gli studenti, liberi di vedere quello che desideravano, hanno scelto una pellicola splatter del 2016. Il film, vietato ai minori, ha come protagonista un clown, omicida seriale.
Di fronte a scene molto esplicite di violenza alcuni alunni hanno accusato malori e la proiezione è stata interrotta.
Inevitabilmente, si sono scatenate le polemiche che hanno coinvolto la scuola e il Dirigente scolastico.
I genitori hanno domandato come fosse stato possibile consentire la visione di questo tipo di film ad alunni in una fascia d’età così particolare.
Una situazione analoga, pur in un altro contesto e con motivazioni educative completamente diverse scatenò delle polemiche in un’altra scuola lombarda, lo scorso febbraio. In quel caso furono addirittura chiamati i carabinieri.

La proiezione in classe di un film

Quanto accaduto pone due quesiti, circa la responsabilità della scuola.
In prima battuta: può un insegnante proiettare in classe un film o documentario?
L’Art. 15 della Legge 22 aprile 1941, n. 633, sul Diritto d’Autore, prevede che la proiezione di un film all’interno della scuola è consentita con due avvertenze. Innanzi tutto, la riproduzione non dev’essere aperta al pubblico e, in seconda istanza, il supporto video dev’essere acquistato, legittimamente. Non sarà quindi possibile riprodurre in classe un programma registrato senza licenza. In modo del tutto analogo anche l’utilizzo di video disponibili sul web, ad esempio su Youtube, dev’essere autorizzato dal proprietario. in alcuni casi, diversa è la politica per i servizi a pagamento (Netflix, Amazon Prime, Disney+, ecc.). In questi casi, termini dettagliati per l’utilizzo sono disponibili sul sito delle piattaforme stesse.

La responsabilità civile della scuola

In seconda battuta, la responsabilità della scuola prevede in risarcimento dell’eventuale danno all’alunno?
È bene premettere che la responsabilità civile si riferisce a comportamenti illeciti, dolosi o colposi, che violano le norme del Codice Civile.
Come conseguenza il responsabile dovrà risarcire il terzo per il danno causato.
La responsabilità della scuola, nell’ipotesi in cui gli alunni subiscano danni nel tempo in cui sono presenti in Istituto, è duplice: contrattuale e extracontrattuale.
La prima si fonda sull’inadempimento dell’obbligo di vigilare (ex artt. 2047 e 2048 del Codice Civile) o di tenere o non tenere una determinata condotta. Quella extracontrattuale è fondata sulla generale violazione di non recare danno ad altri, ai sensi degli Artt. 2043 e 2051 del Codice Civile.
È bene premettere inoltre che la magistratura, in giudizio, farà riferimento esclusivamente alle prove portate dalle parti. Da un lato, risulterà quindi fondamentale come, nel caso specifico, le famiglie dei minori possano provare il danno subito. Dall’altro che la scuola abbia messo in atto tutte le misure idonee a prevenire il danno.

Il profilo assicurativo

La polizze assicurative scolastiche, di norma, prevedono il ramo di Responsabilità Civile. L’assicuratore, in questi casi, si obbliga a tenere indenne l’Istituto di quanto siano tenuto a pagare, a titolo di risarcimento per danni colposamente cagionati in conseguenza di un fatto verificatosi durante le attività scolastiche.

Se desideri maggiori informazioni circa la polizza di responsabilità Civile della scuola, contattaci qui.

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Fotografie a scuola

Nei prossimi giorni le scuole dell’infanzia del nostro Istituto inizieranno a organizzare le rituali recite natalizie. Le docenti ci chiedono se i genitori potranno fare le foto ai loro bambini. Esistono restrizioni in questo senso? In caso ne scaturisse un danno, la polizza assicurativa prevede la tutela?

La domanda andrà innanzi tutto posta al Responsabile della Protezione dei Dati (DPO o RPD) dell’Istituto. Il Responsabile della Protezione dei Dati è, infatti, tenuto a valutare e organizzare la gestione del trattamento dei dati personali all’interno della scuola. Le fotografie delle persone sono considerate dati personali e, in quanto tali, dovranno essere trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali.

L’aspetto normativo

In relazione alla privacy all’interno degli Istituti scolastici, il garante, fin dal 2016, ha pubblicato uno specifico vademecum.  Le scuole sono soggette a dei limiti. Il primo risiede nella natura pubblica dell’istituzione formativa, che impone una particolare attenzione sul trattamento dei dati personali. Il secondo deriva dalla minore età dell’utenza. La pubblicazione di foto o di video dovrà, quindi, essere rigorosamente disciplinata.
«Le istituzioni scolastiche pubbliche – precisa il Garante – possono trattare solamente i dati personali necessari al perseguimento di specifiche finalità istituzionali oppure quelli espressamente previsti dalla normativa di settore. Per tali trattamenti, non sono tenute a chiedere il consenso degli studenti».
Per la scuola è quindi possibile pubblicare i dati personali qualora coerenti con le finalità istituzionali.
Ne deriva che, alla luce del contesto, non sussiste la necessità di richiedere una liberatoria da parte dei genitori. Dovrà, tuttavia, essere esplicito il fine esclusivo di documentare le attività formative previste nel PTOF in relazione ai criteri della legittimità e proporzionalità. Allo stesso modo, dovrà essere esplicitato dove saranno pubblicati i contenuti multimediali: il sito, i social istituzionali, ecc. Da ultimo dovrà essere dichiarato il grado di privacy applicato.

I contenuti privati

In relazione alle famiglie, fotografare o filmare il proprio figlio non è vietato. Tuttavia, l’Istituto dovrà comunicare che il prodotto multimediale è inteso solo a uso personale o familiare. L’eventuale divulgazione su canali diversi da quelli istituzionali, richiede il consenso scritto da parte dei genitori degli altri alunni eventualmente ripresi. La divulgazione del materiale fotografico durante le feste o le manifestazioni scolastiche, senza l’esplicito consenso, costituisce un uso illecito del dato personale.

Il profilo assicurativo

Il ramo di Responsabilità Civile delle polizze assicurative scolastiche, di norma, ricomprende anche l’aspetto legato all’osservanza della normativa sulla privacy da parte dell’Istituto. La garanzia, infatti, dovrebbe ricomprendere tutti i danni procurati a terzi a causa di una condotta colpevole. Le migliori polizze assicurative prevedono anche un’estensione nel ramo di Tutela Legale.
Le polizze, invece, non prevedono nessuna tutela per le famiglie degli alunni che, contravvenendo alle disposizioni, facessero un uso improprio dei dati personali degli alunni. 

Se desideri maggiori informazioni in relazione alla tutela assicurativa della privacy, contattaci qui.

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Ladri di biciclette

Un nostro docente, venuto a scuola con una bicicletta elettrica, constatava, al termine delle lezioni, il furto del veicolo. La bicicletta era stata legata, con catena e lucchetto, alla rastrelliera situata all’interno del dell’Istituto. La catena, tagliata con una cesoia, è stata rinvenuta accanto alla rastrelliera. Il docente ha effettuato regolare denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza. La polizza assicurativa stipulata dall’Istituto copre il danno?

Il furto di biciclette e monopattini nella scuola è sempre di estrema attualità, la cronaca se ne occupa quasi quotidianamente.  Il fenomeno ha avuto una recrudescenza nell’ultimo periodo alla luce della sempre maggior diffusione dei veicoli elettrici e del loro costo.

Le responsabilità della scuola

Premettiamo subito che molto difficilmente la polizza assicurativa scolastica potrà rimborsare il danno. Il solo fatto di aver parcheggiato il proprio veicolo all’interno di uno spazio privato non rende responsabile il proprietario del furto perpetrato da ignoti.
Qualche dubbio potrebbe, tuttavia, sorgere circa le circostanze che hanno condotto alla sottrazione di un veicolo in un’area che dovrebbe essere costantemente sorvegliata.
Può, infatti, accadere che un cancello venga lasciato aperto o che una distrazione involontaria possa favorire l’azione dei criminali.

Parcheggio custodito e incustodito

Alla base del mancato risarcimento del danno c’è la definizione di custodia del bene.
Nel caso in cui un veicolo sia lasciato in custodia a un terzo, la responsabilità di eventuali danni, compreso il furto, è in capo a chi riceve il mezzo. Non occorre che venga stipulato un contratto scritto. La norma prevede che, per fare scattare questa responsabilità, venga messo in atto quello che viene considerato un comportamento concludente.
È quello che normalmente accade nei parcheggi custoditi a pagamento. L’accesso all’area custodita e il pagamento della sosta, anche attraverso il ticket automatico, prevedono la responsabilità del parcheggiatore. Anche su quest’aspetto, tuttavia, la giurisprudenza non è del tutto concordante. Cartellonistica che indichi che il parcheggio non è custodito potrebbe esonerare dalla responsabilità il parcheggiatore in caso di danni o furti.
Nel caso della scuola, essere autorizzati a parcheggiare un veicolo all’interno del cortile, non prevede l’assunzione di responsabilità diretta dell’Istituto in caso di danno.
Inoltre, di norma, le polizze assicurative scolastiche, escludono sempre la custodia dei beni a qualsiasi titolo o destinazione.

L’aspetto preventivo

In questo, come in altri casi, l’aspetto preventivo assume un’importanza fondamentale.
L’Istituto, per essere sollevato dalla possibile responsabilità diretta in caso di furto, dovrà chiarire precisamente quali sono i limiti nell’utilizzo dei parcheggi interni.
L’utilizzo di cartellonistica specifica che indichi chiaramente che i parcheggi sono incustoditi solleva la scuola da eventuali responsabilità di caso di furto o danni ai veicoli.
L’uso di sistemi di videosorveglianza nelle aree esterne, utile in questi casi, dovrà, tuttavia, prevedere l’applicazione della specifica normativa in relazione alla privacy.  

Se desideri maggiori informazioni in relazione alla tutela dei beni in custodia dell’Istituto, contattaci qui.