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Infortuni scolastici e onere della prova: perché il certificato medico tardivo compromette il risarcimento

La famiglia di un nostro alunno lamenta il respingimento del sinistro da parte dell’Assicuratore. Il certificato del Pronto Soccorso, con cui è stato denunciato l’infortunio, è datato 10 giorni dopo l’evento. Il comportamento dell’Assicuratore è corretto?    

Gli infortuni a scuola non sono eventi rari. Quando un alunno subisce un danno, la corretta gestione assicurativa garantisce il rimborso del danno. Spesso si crede che la sola denuncia basti per ottenere il risarcimento. La recente giurisprudenza, come la sentenza n. 1125 del 2025 della Corte d’Appello di Reggio Calabria, ci ricorda che non è così. La prova del sinistro è un onere complesso che richiede documenti certi e tempestivi. Senza una solida base probatoria, il diritto al risarcimento rischia di decadere.

L’atto pubblico come pilastro probatorio

Il certificato del Pronto Soccorso è considerato un atto pubblico. Esso possiede una particolare efficacia definita dalla legge come fede privilegiata. Questo significa che il documento fa piena prova di ciò che il medico attesta di aver percepito. Il documento certifica con precisione l’orario e il luogo di accesso alla struttura ospedaliera. Esso costituisce un ancoraggio temporale fondamentale per ogni futura richiesta di risarcimento. La sua assenza rende il percorso verso l’indennizzo decisamente più arduo e incerto.

Il confine della fede privilegiata

Esiste tuttavia un limite giuridico importante da considerare con attenzione. La fede privilegiata si riferisce esclusivamente ai fatti osservati dal medico. Essa non garantisce la veridicità delle dichiarazioni fornite dal paziente sulla dinamica dell’incidente. Il medico verbalizza quanto riferito, ma non certifica come causa del danno la versione dell’infortunato. La ricostruzione della dinamica richiede dunque prove ulteriori e concordanti. Confondere l’accertamento medico con la prova dell’evento può portare a delusioni dolorose anche in ambito processuale.

Le implicazioni per le polizze scolastiche

Le compagnie di assicurazione analizzano le denunce di sinistro con grande rigore. Un ritardo nelle cure mediche crea spesso una lacuna probatoria incolmabile. Se il genitore attende giorni prima di recarsi al pronto soccorso, la causalità tra l’evento accaduto a scuola e danno si indebolisce. Questo comportamento può indurre la compagnia a negare la copertura assicurativa. È fondamentale che il sinistro avvenuto a scuola venga documentato con estrema tempestività. Il pronto soccorso resta la sede più idonea per dare inizio alla pratica.

Consigli pratici per la scuola, i docenti e famiglie

Nel caso di infortunio è bene che la scuola predisponga un preciso protocollo operativo. Ogni sinistro, anche se lieve, dev’essere segnalato prontamente sia all’Amministrazione scolastica che alla famiglia dell’alunno. In caso di sospette lesioni, è opportuno che il Docente consigli ai genitori il ricorso tempestivo alle strutture d’emergenza. Quest’agire tutela innanzitutto la salute dello studente e contemporaneamente, costruisce una solida base documentale necessaria per la tutela assicurativa.
Anche il personale scolastico dev’essere precisamente formato sulla gestione degli infortuni. Procrastinazioni immotivate, non solo mettono a repentaglio il risarcimento dell’assicurazione ma possono generare sanzioni amministrative da parte dell’INAIL, per mancata o tardata denuncia.
La sentenza di Reggio Calabria non cambia le regole del risarcimento, tuttavia evidenzia come le richieste di rimborso debbano essere dimostrate in modo inoppugnabile. La polizza scolastica garantisce una protezione finanziaria, ma non dispensa dall’onere della prova. La tempestività medica e la precisione nella ricostruzione dei fatti restano essenziali.

Se desideri maggiori informazioni sulle modalità di denuncia dei sinistri o desideri un protocollo operativo, contattaci qui.

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Ritardato accesso al Pronto Soccorso

La famiglia di una nostra alunna ci ha recapitato un certificato medico di Pronto Soccorso, relativo ad un infortunio accaduto in palestra. Il certificato medico è datato una settimana dopo l’evento e la docente incaricata riferisce che l’alunna, al momento del sinistro, non ha segnalato l’accaduto. La scuola è comunque tenuta a fare la denuncia all’INAIL? La società assicuratrice liquiderà il danno?

Casi come quello descritto, seppur occasionali, non sono infrequenti, motivo per cui diventa importante per la scuola creare un preciso protocollo operativo.

Il protocollo operativo

Il regolamento di Istituto dovrebbe prevedere cosa fare in tutti i casi di sinistro. Gli alunni devono essere informati che, qualora restassero vittime di un infortunio, dovranno comunicarlo tempestivamente al personale scolastico addetto alla vigilanza. A sua volta, il personale dovrà mettere in atto tutte le procedure previste. Queste vanno, nei casi può gravi, dal primo soccorso all’eventuale richiesta di intervento medico. Nei casi più modesti, la scuola dovrà comunque effettuare comunicazione alla famiglia dell’alunno. Da ultimo, il personale dovrà produrre una relazione alla segreteria per tutti gli eventuali adempimenti assicurativi.

La denuncia all’INAIL

La Legge 3 luglio 2023, n. 85 obbliga la scuola ad effettuare comunicazione o denuncia all’INAIL qualora l’infortunio sia accaduto durante qualunque attività scolastica. La comunicazione, o la denuncia, dovranno essere inoltrate, attraverso la piattaforma SIDI, entro le 48 ore dalla ricezione del certificato medico. La mancata denuncia è sanzionata dall’INAIL nei termini previsti ai sensi dell’Art. 13 del D. Lgs. 23 aprile 2004, n. 124.

Denuncia all’assicurazione integrativa

La denuncia di sinistro andrà inoltrata anche alla Società con cui la scuola ha stipulato l’assicurazione integrativa.
Ai sensi dell’Art. 1913 del Codice Civile, l’assicurato deve effettuare la denuncia entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato.
Di norma, nel comparto scuola, i termini arrivano fino a 30 gg dalla data dell’evento. È buona norma, tuttavia, verificare la tempistica riportata all’interno delle condizioni contrattuali. Il rischio, nel caso di mancata o tardata denuncia, è di vedersi negato il diritto al risarcimento.

Il nesso causale

Un aspetto fondamentale delle polizze di assicurazione danni è rappresentato dalla relazione che sussiste tra la causa del danno e il suo effetto. Quest’aspetto è comunemente definito come nesso causale.
In altre parole, l’assicurato, per ottenere il rimborso dall’Assicurazione, deve provare che il danno subito è connesso all’attività coperta dall’assicurazione.
In assenza dell’esistenza del nesso causale, l’assicuratore non liquida il sinistro.
La Compagnia Assicuratrice identifica nel Certificato medico il nesso tra quanto accaduto durante l’attività di educazione fisica e il danno subito. Di fronte a un ritardato accesso al Pronto Soccorso, oltre le 24 ore dall’evento dannoso, l’assicuratore potrebbe avanzare il dubbio che non sussista una relazione diretta tra i due eventi.
È bene, tuttavia, precisare che non esistono casi assoluti. Come per l’evento in questione, un trauma, inizialmente giudicato di modesta entità, col passare dei giorni potrebbe rivelarsi decisamente più grave di quanto inizialmente ipotizzato.
In questi casi, assume particolare rilevanza la dichiarazione del docente che stava vigilando e la dichiarazione del medico che redige il certificato.

Se vuoi avere maggiori informazioni in relazione alle denunce di infortunio nella scuola, contattaci qui.