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Gestione dei Viaggi di Istruzione: profili normativi e tutele assicurative in caso di annullamento

Alcune famiglie degli studenti del nostro Istituto vorrebbero chiarimenti circa la gestione dei rimborsi in caso di annullamento qualora il contesto globale rendesse impossibile lo svolgimento del Viaggio d’Istruzione. Inoltre alcuni genitori ci chiedono se è possibile annullare un Viaggio per motivi precauzionali, vedendosi riconosciuto dall’Assicuratore il risarcimento?

In fase di adesione a un viaggio scolastico è consigliabile porre una certa attenzione alle regole sui rimborsi nel caso di mancata partenza. Esistono condizioni precise per recuperare le somme versate in caso di annullamento improvviso. Il quadro normativo tutela i partecipanti solo in presenza di eventi personali o generali straordinari, documentati e imprevedibili al momento dell’adesione. Comprendere queste distinzioni evita malintesi tra famiglie, Istituti scolastici, Agenzie di viaggio e Assicuratori. La chiarezza informativa rappresenta quindi la base di una gestione serena e consapevole.

Il contesto internazionale

Il Ministero degli Esteri monitora costantemente i livelli di sicurezza internazionale tramite il portale dedicato ViaggiareSicuri. Qualora venga emesso uno Sconsiglio Ufficiale, la situazione diventa una circostanza inevitabile e straordinaria. In questo scenario, il viaggiatore, può annullare il viaggio senza pagare nessuna penale. Le Agenzie di Viaggio e/o i Tour Operator sono tenuti quindi a garantire il rimborso integrale della quota pagata. Tale norma si applica anche ai viaggi di istruzione organizzati dalle scuole. L’avviso deve comunque rendere il soggiorno impossibile o comunque gravemente compromesso.
A maggior tutela dell’Istituto, in fase di contratto, dovrà comunque essere chiaro che, per le restituzione delle somme, non potranno prevedere Voucher ma esclusivamente bonifico bancario.

Malattia e infortuni degli studenti partecipanti

La salute del partecipante costituisce il secondo caso previsto per ottenere la restituzione delle somme pagate. La polizza integrativa stipulata dall’Istituto, di norma, copre gli infortuni o le malattie improvvise occorsi prima della partenza. In questo caso l’Assicuratore risarcirà l’eventuale penale applicata dall’Agenzia di Viaggio o dal T.O. Questa protezione vale anche per eventi avvenuti al di fuori delle attività scolastiche ordinarie. È importante tuttavia sottolineare che per ottenere il risarcimento, la famiglia dovrà comunque aver già saldato l’intero costo del viaggio prima della partenza e prima dell’infortunio o della malattia che impediscano la partecipazione. Risulta inoltre fondamentale produrre una regolare certificazione medica che attesti l’impossibilità a partire. Senza tale documento, l’assicuratore non potrà procedere al risarcimento.

Limitazioni e casi di annullamento volontario

Al di fuori delle due situazioni citate, la rinuncia al viaggio viene considerata una scelta puramente volontaria. In tali circostanze, né l’Assicuratore né l’Organizzatore (Agenzia di viaggio o T.O.) sono obbligati a rimborsare il partecipante. Le Agenzie di viaggio applicheranno quindi regolarmente le penali previste dai contratti sottoscritti inizialmente che non saranno risarciti dall’Assicuratore. È essenziale perciò valutare bene ogni decisione prima di comunicare l’annullamento ufficiale alla segreteria. In questi casi la responsabilità finanziaria ricade interamente sul partecipante qualora non sussistano motivi di forza maggiore.

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Crollo di materiali da ponteggio e responsabilità: profili normativi e assicurativi nel caso della studentessa ferita a Roma

Una studentessa di Reggio Emilia, in gita a Roma, è rimasta ferita per la caduta di assi da un ponteggio di un cantiere. Lo riporta un articolo di “RomaToday”.

Il fatto

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio, mentre camminava con compagni e insegnanti davanti alla chiesa di Sant’Ignazio, interessata da lavori di ristrutturazione. Alcune pesanti assi, precipitate da diversi metri, sono rimbalzate colpendola e facendola cadere violentemente a terra. Il personale del 118 è intervenuto subito e l’ha trasportata d’urgenza all’ospedale Bambino Gesù in codice rosso. Dopo i primi accertamenti, le sue condizioni non sono state giudicate gravi. Sul posto sono intervenuti polizia di Stato e tecnici della soprintendenza per i rilievi e la messa in sicurezza. L’area è stata isolata per verificare la stabilità del ponteggio e il rispetto delle norme antinfortunistiche. Gli investigatori stanno valutando eventuali responsabilità dei gestori del cantiere e chiarire le cause del cedimento del materiale.

Le responsabilità

Il gestore del cantiere è tenuto a garantire la sicurezza delle strutture e il corretto fissaggio dei materiali ai sensi del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. In particolare, il Titolo IV regola i cantieri temporanei o mobili, imponendo verifiche su ponteggi, materiali e protezioni contro la caduta di oggetti. Dalle indagini potrebbero emergere carenze nel montaggio o nella manutenzione del ponteggio, oppure nel rispetto delle norme antinfortunistiche. Anche l’impresa esecutrice e il responsabile della sicurezza, sono obbligati a prevenire rischi per lavoratori e passanti. Eventuali controlli insufficienti o omissioni nelle verifiche periodiche potrebbero essere alla base del cedimento. Gli investigatori valuteranno inoltre se l’area fosse adeguatamente delimitata e segnalata per evitare il transito dei pedoni. In base agli accertamenti tecnici, si potranno configurare responsabilità civili o penali per negligenza, imprudenza o inosservanza delle norme di sicurezza.

Il profilo penale e quello civile

Il Codice Penale italiano, all’Art. 590 configura il reato di lesioni colpose, quando il danno deriva da negligenza, imprudenza o inosservanza di norme sulla sicurezza.
Anche l’omissione o la rimozione di dispositivi idonei a prevenire i rischi e l’omissione di cautele contro infortuni può tramutarsi in reato, ai sensi dell’Art. 437.
Sul piano Civile, il Codice prevede l’obbligo di risarcire il danno ingiusto, ai sensi dell’Art. 2043.
A questo principio si associa anche la responsabilità oggettiva per i danni causati da cose in custodia. L’Art. 2051, impone al custode di rispondere del danno provocato salvo provare il caso fortuito. In questo contesto, il gestore del cantiere potrebbe essere chiamato a rispondere anche senza una colpa diretta, se non dimostra di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

Il profilo assicurativo

Nei casi come quello in questione intervengono più coperture assicurative, attivate in base alle responsabilità accertate. La principale è la polizza di responsabilità civile verso terzi (RCT) dell’impresa esecutrice o del cantiere, che copre i danni causati a persone estranee ai lavori, come i passanti. Se viene accertata una negligenza, l’assicurazione risarcisce il danno alla vittima, entro i massimali previsti.
Può essere coinvolta anche la polizza del committente o del proprietario dell’immobile, soprattutto se ha responsabilità nella gestione o vigilanza del cantiere. In parallelo, eventuali subappaltatori possono avere proprie coperture, creando una ripartizione del rischio tra più assicuratori.
Il risarcimento copre danni fisici, spese mediche, eventuali danni morali e, nei casi più seri, anche conseguenze permanenti.

L’assicurazione della scuola

Gli studenti sono sempre assicurati con l’INAIL, anche durante i viaggi di istruzione. L’INAIL tuttavia tutela i casi particolarmente gravi come la morte o l’Invalidità Permanente uguale o superiore al sesto punto percentuale. Di norma quindi gli istituti scolastici stipulano polizze integrative operanti durante tutte le attività scolastiche ma anche durante i viaggi di istruzione. Di norma sono polizze infortuni, spesso integrate da Responsabilità Civile, a tutela di studenti e personale.
In questo caso, la polizza infortuni della scuola può attivarsi subito, indipendentemente dall’accertamento delle responsabilità, per rimborsare spese mediche, ricovero, eventuale invalidità o altri indennizzi previsti. Successivamente, una volta chiarite le responsabilità, le compagnie coinvolte, ad esempio quella del cantiere, possono subentrare nel risarcimento principale. L’assicurazione scolastica può quindi essere rimborsata o esercitare rivalsa verso i responsabili.
Qualora invece emergessero profili di responsabilità della scuola, come carenze nella vigilanza, entrerebbe in gioco la Responsabilità Civile dell’Istituto verso terzi, coperta dalla polizza integrativa.

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Uscite didattiche inclusive: profili normativi, organizzativi e assicurativi

Le uscite didattiche rappresentano un momento essenziale del percorso formativo e relazionale degli studenti. Esse favoriscono socializzazione, integrazione e sviluppo di competenze trasversali. La partecipazione deve essere garantita a tutti gli alunni, inclusi quelli con disabilità. Episodi di esclusione, purtroppo non rari, evidenziano criticità organizzative e gestionali. Tali situazioni espongono le istituzioni scolastiche anche a potenziali responsabilità giuridiche. Una pianificazione accurata costituisce quindi un presupposto imprescindibile per prevenire discriminazioni. In questo contesto, la consulenza assicurativa assume un ruolo strategico nel supportare le scuole nella gestione del rischio.

Quadro normativo e responsabilità della scuola

Le uscite didattiche rientrano nelle attività formative e sono soggette alla programmazione collegiale dei docenti. La nota MIUR 645/2002 riconosce tali esperienze come strumenti fondamentali per l’inclusione scolastica. L’autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche consente di definire modalità adeguate a garantire la partecipazione di tutti. Tuttavia, l’esclusione di un alunno per ragioni legate alla disabilità può configurare una condotta discriminatoria. La responsabilità ricade sull’intera comunità scolastica, chiamata a predisporre soluzioni organizzative idonee. Anche sotto il profilo assicurativo, è necessario verificare che le coperture siano coerenti con le attività programmate.

Pianificazione e gestione del rischio

Una corretta organizzazione delle uscite richiede un’attenta valutazione preventiva dei bisogni degli studenti. La scelta delle destinazioni, dei mezzi di trasporto e delle strutture deve tenere conto delle eventuali condizioni di disabilità. L’adozione di misure compensative è fondamentale per garantire l’accessibilità e la sicurezza. In tale ambito, la gestione del rischio assume una dimensione centrale. Le polizze assicurative scolastiche devono prevedere coperture adeguate per responsabilità civile e infortuni. Una consulenza specialistica consente di individuare eventuali scoperture e di adeguare le garanzie alle specifiche esigenze.

Ruolo dei docenti e profili organizzativi

La partecipazione dei docenti alle uscite didattiche si configura come attività aggiuntiva, subordinata alla loro disponibilità. Ciò non esonera la scuola dall’obbligo di garantire la partecipazione degli alunni con disabilità. L’eventuale assenza del docente di sostegno non può costituire motivo di esclusione. La responsabilità educativa e organizzativa è condivisa tra tutti i docenti della classe. Possono essere previste figure di supporto, come assistenti o accompagnatori. Tuttavia, non è legittimo subordinare la partecipazione alla presenza di un familiare. Anche i costi degli accompagnatori devono essere gestiti nel rispetto dei principi di non discriminazione.

Tutela assicurativa e prevenzione del contenzioso

Un’adeguata copertura assicurativa rappresenta uno strumento fondamentale di tutela per la scuola e per le famiglie. Le polizze devono includere garanzie specifiche per le attività esterne, considerando i rischi connessi alla mobilità e alla permanenza fuori sede. Una gestione superficiale può esporre l’istituto a contenziosi, soprattutto in caso di esclusione o di sinistri. La consulenza assicurativa permette di integrare gli aspetti organizzativi con quelli di tutela legale ed economica. In un contesto sempre più attento ai diritti degli studenti, prevenzione e copertura assicurativa diventano elementi imprescindibili di una corretta governance scolastica.

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Sicurezza alimentare nelle gite scolastiche: il caso della contaminazione nell’avellinese e i profili di responsabilità e assicurativi

Contaminazione igienica e sequestri dopo la visita didattica in una fabbrica di cioccolato in Campania: lo riporta un articolo di Fanpage.

Il fatto

Alcuni genitori di alunni napoletani hanno denunciato la presenza di vermi in uova di Pasqua consumate durante una gita scolastica. L’episodio è accaduto in una nota cioccolateria artigianale dell’avellinese, dove i bambini stavano partecipando a un laboratorio didattico sulla lavorazione del cacao.
La vicenda è emersa nella giornata di giovedì 2 aprile quando i genitori degli alunni e i dirigenti scolastici, hanno formalizzato la denuncia alle autorità.
Dopo la segnalazione, i carabinieri del NAS e l’ASL hanno effettuato un’ispezione immediata presso la struttura coinvolta. I controlli hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e la mancanza di tracciabilità per diversi prodotti alimentari. L’autorità sanitaria ha quindi disposto la chiusura dell’azienda e il sequestro della merce per prevenire ulteriori rischi per i consumatori.

Le responsabilità

Dall’episodio potrebbero emergere vari tipi di responsabilità: penali e civili.
La responsabilità penale ricade innanzitutto sul titolare dell’azienda per la possibile somministrazione di sostanze alimentari nocive o alterate. Le indagini dei carabinieri dei NAS, dovranno chiarire se l’infestazione sia avvenuta durante la fase produttiva o nel successivo stoccaggio della merce.
Alla responsabilità penale vanno aggiunte le possibili sanzioni amministrative per la mancata tracciabilità dei prodotti e le gravi carenze igieniche rilevate durante l’ispezione.
Anche la scuola potrebbe affrontare contestazioni legali sulla vigilanza e sulla scelta della struttura ospitante per l’attività didattica. Infine, le famiglie coinvolte potrebbero anche intraprendere azioni civili per richiedere il risarcimento del danno biologico e morale subito dagli alunni.

Il profilo assicurativo e il diritto di rivalsa

In caso di danno sarà la polizza di responsabilità civile dell’impresa dolciaria a coprire i pregiudizi fisici e morali derivanti dalla somministrazione di prodotti irregolari. L’assicurazione della scuola potrebbe intervenire inizialmente per tutelare gli alunni, ma cercherà successivamente di recuperare le somme versate. Il diritto di rivalsa permette infatti alle Compagnie di rivalersi sul produttore se viene accertata la sua palese negligenza. Se la contaminazione dipendesse da ingredienti acquistati esternamente, l’azienda dolciaria potrebbe a sua volta agire contro i propri fornitori. Ogni onere economico graverà in ultima istanza sul soggetto che non ha garantito la sicurezza dei consumatori durante il processo produttivo.

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Infortunio in gita: il Tribunale assolve la scuola e delinea la responsabilità oggettiva dell’Ente custode

È arrivata a sentenza la vicenda relativa all’infortunio di due alunni di una scuola elementare feriti in occasione di un’uscita didattica.

Il fatto

Come riportava un articolo del quotidiano “il Centro”, la vicenda risale al maggio 2022 durante un’uscita didattica al teatro romano di Teramo. I due alunni di dieci e undici anni, impegnati nel progetto scolastico: “Raccontiamo Teramo”, rimasero feriti alle gambe da un masso staccatosi dall’anfiteatro romano.
Secondo le prime ricostruzioni, i due si sarebbero spinti in un’area vietata dove c’era una grossa pietra appoggiata a una trave. La pietra cadde e li colpì. Un minore venne solo sfiorato dal grosso sasso, l’altro invece venne colpito al piede.
I soccorsi subito intervenuti trasportarono le due vittime all’ospedale. Il primo riportò la frattura al piede, l’altro diverse escoriazioni. Entrambi vennero dimessi con una prognosi di quindici giorni.
Il Sindaco immediatamentedopo l’incidente dichiarò che l’area non era aperta al pubblico, senza autorizzazione d’accesso e in assenza della guida comunale. A detta del Sindaco, il gruppo sarebbe quindi entrato attraverso un cancello lasciato aperto per lavori di manutenzione. Le autorità, dal canto loro, avviarono immeditamente gli accertamenti necessari per chiarire le eventuali responsabilità nella dinamica.

Il caso fortuito

Con la sentenza n° 223/2026, pubblicata lo scorso 11 febbraio, il Tribunale dell’Aquila ha chiarito il concetto di caso fortuito. Secondo il giudice, le insegnanti hanno agito correttamente chiedendo tutti i permessi necessari al personale del museo. Prima della visita avevano inoltre ispezionato l’area per garantire la sicurezza degli alunni. L’evento è accaduto mentre la classe ascoltava con attenzione la lezione didattica.
La scuola ha quindi rispettato ogni obbligo di vigilanza e il danno è imputabile esclusivamente a un difetto di stabilità del reperto archeologico.
La decisione sottolinea come la responsabilità degli insegnanti non sia “assoluta” ma legata alla concreta possibilità di prevedere il pericolo.

La responsabilità dell’Ente

La responsabilità della scuola e quella dell’Ente proprietario differiscono per natura giuridica. Per i docenti si valuta la diligenza nella progettazione e vigilanza, mentre per il custode si applica la responsabilità oggettiva. L’Art. 2051 del Codice Civile rende l’Ente, proprietario del sito archeologico, responsabile per il solo fatto che il danno sia avvenuto.
Per liberarsi, l’Ente dovrebbe dimostrare il caso fortuito come evento esterno e imprevedibile. Il crollo non deve dipendere da scarsa manutenzione ma da fattori anomali, imprevisti, imprevedibili e inevitabili che interrompono il nesso causale tra una condotta e l’evento dannoso.
Questa norma tutela i cittadini spostando il rischio su chi gestisce la sicurezza.
Il Tribunale ha assolto la scuola perché le docenti hanno agito correttamente verificando l’assenza di pericoli, ottenendo i permessi necessari e sorvegliando correttamente gli alunni. La condotta del personale scolastico è stata quindi ritenuta impeccabile e rispettosa di ogni norma. L’incidente risulta quindi imputabile esclusivamente alla condizione del bene in custodia.

Il profilo assicurativo

Le assicurazioni scolastiche integrative coprono solitamente gli infortuni degli alunni durante le uscite didattiche autorizzate. Se l’Istituto viene assolto, la compagnia assicurativa potrebbe comunque risarcire il danno per tutelare lo studente.
Tuttavia l’Assicuratore, accertata la responsabilità oggettiva del custode per omessa manutenzione, può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell’Ente proprietario del sito archeologico. La Compagnia assicuratrice potrebbe quindi richiede al Comune il rimborso delle somme erogate alla famiglia della vittima. La rivalsa è esclusa solo se l’Ente dimostra il caso fortuito o l’imprevedibilità assoluta del crollo. Questa procedura permette di spostare il costo economico del sinistro sul reale responsabile della sicurezza strutturale.

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Emergenza Sanitaria nel Kent: i rischi per le scuole italiane e i limiti delle polizze assicurative per i viaggi di istruzione

Recentemente anche la cronaca nazionale ha riportato del grave allarme sanitario nel Kent, contea del sud-est del Regno Unito. Due giovani studenti, un universitario e un’alunna di una scuola superiore, sono deceduti a causa di un ceppo aggressivo di meningite. La UK Health Security Agency, organismo incaricato di sorvegliare la sicurezza sanitaria nazionale, dichiara che 15 sono i contagi confermati e altri 12 sono sotto esame. Questa situazione ha attivato una profilassi di massa per migliaia di studenti britannici. L’evento solleva interrogativi cruciali per le scuole italiane che pianificano soggiorni studio in quelle aree geografiche. La sicurezza degli studenti rappresenta infatti la priorità assoluta per ogni Dirigente scolastico e per le famiglie coinvolte.

Il limite delle polizze assicurative viaggio

Molti Istituti confidano erroneamente nelle comuni polizze di assicurazione per i Viaggi di istruzione stipulate attraverso la polizza integrativa o quella offerta dall’Agenzia di viaggio. Queste coperture presentano spesso limitazioni significative riguardo alle epidemie o alle emergenze sanitarie locali. Come abbiamo già visto qualche anno fa con il Covid-19, in molti contratti, le pandemie e le malattie infettive diffuse sono escluse dalle garanzie di annullamento. Questo significa che il timore di contagio non costituisce mai un motivo valido per ottenere il rimborso delle quote versate. Gli istituti scolastici devono quindi analizzare con estrema cura le condizioni generali di polizza prima della partenza.

Il ruolo del Ministero degli Esteri

Le compagnie assicurative vincolano l’operatività delle garanzie alle indicazioni ufficiali delle autorità competenti. In Italia il punto di riferimento è il Ministero degli Affari Esteri tramite il portale Viaggiare Sicuri. Se il Ministero non emette uno sconsiglio formale verso il Regno Unito o il Kent, l’annullamento è considerato volontario e le penali restano interamente a carico della scuola o delle famiglie. Questa discrepanza tra rischio percepito e rischio assicurato genera spesso contenziosi complessi.

Il valore delle direttive OMS

Oltre alle autorità nazionali anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità svolge un ruolo determinante nella valutazione dei rischi. Le società di assicurazione monitorano costantemente i bollettini dell’OMS per definire lo stato di emergenza di una regione. Se l’OMS non dichiara un’emergenza di sanità pubblica la copertura assicurativa rimane limitata alle prestazioni standard. Le amministrazioni scolastiche devono quindi precisamente prendere in considerazione che le condizioni per effettuare l’annullamento di un viaggio e per attivare i rimborsi è estremamente elevata e rigorosa. Non basta una notizia di cronaca per legittimare la sospensione di un viaggio programmato.

La necessità di una consulenza specialistica

La gestione dei viaggi di istruzione richiede oggi una consapevolezza superiore rispetto al passato. Gli eventi nel Regno Unito dimostrano che le emergenze possono sorgere anche in zone considerate “sicure”.
La complessità di questi scenari richiede una consulenza assicurativa altamente qualificata e specifica per il settore scolastico. Affidarsi a soluzioni assicurative generiche espone la scuola a rischi finanziari e reputazionali molto elevati. Un consulente esperto può aiutare l’istituto a negoziare clausole specifiche per le malattie infettive. Esistono infatti estensioni di polizza che possono coprire l’annullamento anche per cause di forza maggiore non previste inizialmente. Valutare preventivamente questi aspetti permette di proteggere il patrimonio delle famiglie e la responsabilità civile della scuola. La prevenzione legale e assicurativa è l’unico strumento per gestire eventi imprevedibili come quelli avvenuti nel Kent.

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Coma etilico in gita: la responsabilità scolastica e i limiti assicurativi

Durante il viaggio di ritorno da una gita scolastica, uno studente del nostro Istituto superiore, è stato colto da coma etilico a bordo dell’autobus. Secondo le prime ricostruzioni alcuni ragazzi avevano introdotto della vodka all’interno di comuni borracce per l’acqua. Questa strategia ha permesso di eludere i controlli visivi dei docenti durante le fasi di imbarco. La vodka ha causato il collasso del giovane e il personale sanitario sopraggiunto, ha prestato i primi soccorsi direttamente sulla carreggiata autostradale. Successivamente il minore è stato trasferito presso l’ospedale più vicino. La famiglia dello studente contesta l’assenza di vigilanza dei docenti accompagnatori e minaccia un’azione legale. La polizza assicurativa tutela il danno in questo caso?

Profili di responsabilità civile della scuola

La responsabilità dell’istituto scolastico si fonda sul principio della vigilanza costante dei minori affidati. La giurisprudenza tuttavia evidenzia come la vigilanza debba sempre essere proporzionata all’età, maturità e indipendenza degli alunni affidati.
L’Art. 1218 del Codice Civile disciplina la responsabilità contrattuale dell’Istituto, derivante dall’iscrizione dell’alunno a scuola. I docenti dovranno quindi dimostrare di aver adottato ogni misura preventiva per evitare l’evento dannoso fatta eccezione per il caso fortuito. Un difetto di sorveglianza potrebbe configurare una colpa grave. Nel caso specifico tuttavia, l’uso di borracce, come il colore della sostanza, paragonabile all’acqua, costituisce un elemento di difficile rilevazione immediata.
Il Dirigente scolastico è comunque tenuto a segnalare l’accaduto alle autorità competenti. La valutazione del nesso causale tra omissione e danno, potrebbe essere oggetto dell’analisi legale.

Il ruolo della responsabilità genitoriale

Oltre alla scuola, anche la famiglia concorre alla responsabilità del fatto illecito attraverso il concetto di carenza educativa. Ai sensi dell’Art. 2048 del Codice Civile, i genitori rispondono delle azioni dei figli minori qualora mancasse una guida comportamentale adeguata. La pianificazione del travaso di alcol all’interno delle borracce, suggerisce la consapevolezza dei ragazzi nella violazione delle norme. Questo elemento sposta parte dell’onere risarcitorio sui tutori legali dei soggetti coinvolti. Nel caso di denuncia, la magistratura valuterà anche se il comportamento del minore sia frutto di un contesto educativo assente o troppo tollerante. In tali circostanze, la famiglia potrà essere chiamata a risarcire i danni biologici subiti dal giovane vittima dell’evento. Il coordinamento tra scuola e nucleo familiare risulta quindi fondamentale per la prevenzione. È bene infatti ricordare che responsabilità dei genitori sussiste anche se non erano fisicamente presenti al momento del fatto.

Aspetti assicurativi e limitazioni contrattuali

Le polizze assicurative scolastiche coprono generalmente gli infortuni occorsi durante le attività istituzionali. Esistono però clausole che limitano la copertura in caso di assunzione volontaria di sostanze tossiche. Il coma etilico derivante da condotte volontarie potrebbe ricadere tra le esclusioni contrattuali. L’assicurazione della scuola interviene per la responsabilità civile solo se viene accertata la negligenza dei docenti. Se il danno è causato esclusivamente dalla condotta del minore, l’Assicuratore potrebbe risarcire il danno ma esercitare la rivalsa nei confronti dei genitori del responsabile. Anche le polizze private del capofamiglia presentano spesso deroghe per atti legati all’abuso di alcolici. Risulta quindi essenziale analizzare le condizioni contrattuali e i massimali previsti per le spese mediche.

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Viaggi di istruzione e atti vandalici: i limiti delle polizze assicurative e la responsabilità delle famiglie

Episodio paradossale quello che ha vede coinvolti una società di trasporti, un albergo nella capitale della Repubblica Ceca e una scolaresca in viaggio di Istruzione. La vicenda, ripresa da numerosi media locali e nazionali, è anche il contenuto di un servizio, pubblicato sul canale YouTube dell’emittente Antenna 3.

Il fatto

Il viaggio di istruzione a Praga, al quale hanno partecipato una settantina di studenti e quattro docenti di un Istituto Professionale di Padova, era cominciato il 9 febbraio.
Secondo quanto denunciato dal titolare dell’azienda di trasporti, il comportamento degli studenti è stato problematico fin dalle prime fasi del viaggio.
Gli studenti avrebbero mantenuto un atteggiamento indisciplinato e rumoroso per tutta la durata del tragitto verso la capitale ceca. All’arrivo, il pullman è stato descritto come “un immondezzaio“, con rifiuti sparsi ovunque e danneggiamenti ad alcune componenti del mezzo. L’autista inoltre ha lamentato la presenza di mozziconi di sigarette elettroniche, nonostante l’espresso divieto di fumo.
La situazione è comunque degenerata una volta arrivati a destinazione. Durante la notte in albergo, i ragazzi avrebbero festeggiato continuamente. Il rumore avrebbe impedito di dormire non solo agli ospiti dell’albergo ma anche all’autista del bus, alloggiato nella stessa struttura.

La denuncia del titolare dell’impresa di trasporti

La mattina successiva l’autista, affaticato per la notte senza riposo, ha informato il titolare di non poter guidare in sicurezza. Il responsabile dell’azienda ha quindi disposto la sospensione del servizio e gli studenti hanno dovuto visitare Praga a piedi per l’intera giornata. Da un successivo colloquio telefonico con un docente accompagnatore, quest’ultimo avrebbe sminiuto sia i disordini che i danni al mezzo e all’albergo. Nel reclamare la ripresa del servizio avrebbe anche giustificando la condotta degli studenti con il bisogno di “sfogarsi”. Il titolare ha quindi richiesto alla scuola garanzie scritte per il viaggio di ritorno, in mancanza delle quali il mezzo sarebbe rientrato senza la scolaresca. L’azienda ha inoltre informato le autorità competenti e la Polizia Stradale per un eventuale controllo alla frontiera. L’impresa non esclude infine, una richiesta di risarcimento per la pulizia straordinaria e il fermo tecnico del veicolo.

La posizione della scuola

La Dirigente dell’istituto ha assunto una posizione di cauta difesa degli studenti e dei docenti. Secondo la Preside le ricostruzioni dell’impresa “non trovano pieno riscontro” nei rapporti prodotti dai docenti accompagnatori.
A suo dire i docenti avrebbero fatto il possibile per vigilare, senza nessuna accondiscendenza verso comportamenti vandalici. Il solo fatto che la caparra dell’hotel sia stata regolarmente restituita, prova che gli eventuali danni, almeno all’albergo, non fossero così ingenti come dichiarato.
La Dirigente ha comunque previsto la convocazione dei consigli di classe per valutare eventuali provvedimenti disciplinari ma solo dopo aver analizzato i fatti, distinguendo eventuali responsabilità individuali.

Le responsabilità

La scuola ha un imperativo dovere di vigilanza sugli studenti in Viaggio di istruzione. Questo obbligo, proporzionato all’età, maturità e indipendenza dei soggetti vigilati, riguarda anche le ore notturne in albergo.
I docenti accompagnatori oltre all’incolumità dei ragazzi sono tenuti a garantire il rispetto delle regole. Se gli alunni causano danni a terzi, l’Istituto scolastico, in prima battuta, ne risponde sia civilmente che patrimonialmente.
L’istituto è tenuto quindi una formale attività istruttoria su quanto accaduto e avviare eventuali procedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili.
Anche le famiglie in caso di danneggiamento doloso non sono esenti da responsabilità. In virtù del Patto di corresponsabilità sottoscritto con la scuola, i genitori potranno essere chiamati a risarcire i danni materiali provocati dagli figli.

Il profilo assicurativo

La polizza integrativa scolastica copre la Responsabilità Civile verso terzi e gli infortuni. L’assicurazione tutela l’Istituto e i Docenti per i danni causati accidentalmente dagli alunni a strutture come gli hotel o gli autobus. Tuttavia, le polizze standard escludono solitamente i danni derivanti da atti vandalici, dolo o colpa grave.
In caso di danneggiamenti volontari, l’assicurazione potrebbe rifiutare il risarcimento. In questo scenario, la responsabilità ricade direttamente sulle famiglie degli studenti coinvolti. La scuola può quindi esercitare il diritto di rivalsa sui genitori per recuperare le somme pretese dai fornitori. Per i docenti, l’assicurazione copre la responsabilità civile professionale, a patto che non venga dimostrata una totale e consapevole omissione dell’obbligo di vigilanza.

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Responsabilità civile e nesso causale: perché la testimonianza generica non basta

Per ottenere un risarcimento non basta denunciare il fatto come accidentale ma occorre provare concretamente il nesso causale tra l’evento e il danno. L’ha richiamato il Tribunale di Lecco nella sentenza relativa al caso di una docente infortunatasi durante una visita d’istruzione. Lo riporta sul proprio sito internet, un articolo de “il Sole24ore”.

Il fatto

L’episodio è accaduto al termine di una visita d’istruzione quando un’insegnante, inciampando su una radice affiorante dalla pavimentazione di sanpietrini, ha riportando la frattura dell’omero.
A seguito dell’infortunio, la docente ha portato in causa il Comune, tenuto alla manutenzione della strada ai sensi dell’Art. 2051 del Codice Civile.
A supporto della propria tesi l’insegnante ha prodotto una fotografia del luogo dell’incidente e la dichiarazione di una collega.

La sentenza: perché il risarcimento non è automatico?

Il Tribunale di Lecco, con la sentenza n. 547/2025, ha chiarito un aspetto comune a tutte le richieste di risarcimento in casi analoghi. Subire un incidente su suolo pubblico, da solo, non è sufficiente per ottenere automaticamente il risarcimento del danno.
La docente infortunata ha prodotto una fotografia e la testimonianza della collega. La testimone tuttavia non ha saputo descrivere con precisione, la dinamica, il punto dell’incidente né le condizioni dell’acciottolato.
La foto, che evidenzia l’assenza di alcuni sampietrini, non basta a dimostrare concretamente la pericolosità dell’avvallamento. In fase istruttoria non è stato determinato né il punto preciso della caduta né le condizioni del marciapiede al momento dell’incidente. Non sono stati presentati infatti immagini, filmati o ulteriori testimonianze idonee a ricostruire con certezza la dinamica dell’incidente. Mancando quindi le prove concrete dell’incidente e le circostanze precise della caduta, il Tribunale ha rigettato la richiesta di risarcimento.

La responsabilità

La sentenza stabilisce un principio importante: l’Ente Pubblico è sempre responsabile della corretta manutenzione della strada. In caso di sinistro tuttavia, dev’essere sempre e chiaramente provato il nesso tra danno e il difetto della pavimentazione stradale. In mancanza di elementi probatori precisi, la richiesta di risarcimento non può essere accolta.
Immagini dettagliate, testimonianze precise, ma anche filmati di eventuali telecamere di sicurezza sono fondamentali per dimostrare la responsabilità dell’Amministrazione. Senza prove concrete, chi subisce un infortunio rischia di non ottenere alcun risarcimento.
La sentenza segue di pochi mesi, quella relativa ad un infortunio analogo accaduto nel 2022, di cui ci siamo già occupati in un precedente articolo. Anche in quel caso il giudice ritenne che l’infortunio non fosse imputabile al Comune, mancando una prova diretta del nesso causale.

Il profilo assicurativo

Gli infortuni durante le visite scolastiche sono coperti dall’INAIL solo in caso di Morte o per Invalidità Permanente pari o superiore al 6%. Dai risarcimenti restano escluse tutte le spese coperte dal Servizio Sanitario Nazionale.
Le polizze integrative scolastiche offrono una protezione più ampia e completa rispetto alla copertura obbligatoria prestata dall’INAIL.
Qualora la docente avesse sottoscritto la polizza integrativa della scuola, l’assicuratore indennizzerebbe l’Invalidità Permanente indipendentemente dalla percentuale accertata.
Nella polizza sono inoltre rimborsate le spese non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale, come farmaci, ticket, visite specialistiche e l’eventuale diaria da ricovero.
Alcune polizze particolarmente complete prevedono anche la Tutela Legale, che copre le spese di avvocati e periti in controversie civili o penali. In questo modo l’assicurato può far valere i propri diritti, in sede giudiziale o stragiudiziale, senza sostenere direttamente i costi del procedimento.

Se desideri maggiori informazioni in relazione alle coperture assicurative per i danni durante le visite scolastiche, contattaci qui.

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L’affidamento dei contratti di appalto di servizi per viaggi di istruzione, gite scolastiche e attività didattiche: il recente quadro normativo

L’affidamento dei contratti di appalto per viaggi di istruzione, gite scolastiche e attività didattiche è una materia complessa. L’articolazione della materia ha suscitato perplessità sin dall’entrata in vigore del Codice dei Contratti Pubblici, il D. Lgs. 31 marzo 2023, n. 36. Ne abbiamo parlato con l’Avv. Stefano Feltrin. consulente di appalti e concessioni pubbliche anche in ambito scolastico.

Riforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato una riforma per organizzare e semplificare la materia. La riforma punta a rafforzare le competenze degli Uffici Scolastici Regionali (USR) nel settore degli appalti. Il processo mira a creare un sistema più efficiente per la gestione delle gare sui viaggi di istruzione.
L’avvio è previsto dall’anno scolastico 2025/2026. Dal gennaio 2026 gli USR potranno fornire alle scuole tutto il supporto e la consulenza amministrativa necessaria.
Agiranno infatti come stazioni appaltanti qualificate ai sensi del DPCM n. 185 del 30 ottobre 2024.
Il Ministero lo scorso 24 settembre ha anche diffuso una nota il con indicazioni operative per l’anno scolastico in corso. La nota è stata inviata per evitare incertezze nelle scuole, in attesa dei nuovi interventi.
La nota specifica quanto segue: «In attesa dell’operatività della piattaforma, le Istituzioni Scolastiche e Educative Statali, in caso di necessità, potranno richiedere il supporto delle Stazioni Appaltanti qualificate operanti nei territori regionali di riferimento. Le stazioni appaltanti resesi disponibili sono state individuate a seguito della ricognizione effettuata dagli USR, su indicazione del Ministero con nota prot. n.23042 del 13-06-2025».

Collaborazione tra MIM e Consip

Il Ministero ha avviato una collaborazione con Consip, la centrale acquisti della Pubblica Amministrazione, durante la fase transitoria.
L’obiettivo è realizzare un modello digitale di approvvigionamento. Il progetto infatti prevede un sistema nazionale di acquisto per i viaggi d’istruzione. Il sistema selezionerà operatori economici qualificati, consentendo un contatto trasparente tra scuole e imprese turistiche. Il progetto è consultabile sul sito di Consip.

Parere ANAC del 22 settembre 2025

Nel quadro normativo attuale acquisisce rilievo il parere ANAC del 22 settembre 2025 n. 0124573.
L’ANAC ha fornito chiarimenti in merito alla scelta delle scuole tra procedure autonome e unica gara suddivisa in lotti.
Secondo l’ANAC: «L’Autorità ritiene che la suddivisione in procedure autonome sia ammissibile solo qualora i servizi non possano essere assimilati per la loro natura intrinseca. Devono presentare specifiche peculiarità e finalità che impediscano la riconduzione a una categoria omogenea.
A titolo esemplificativo, si possono considerare tre categorie distinte:

  • Corsi di lingua;
  • Viaggi con finalità culturali o strettamente connessi al percorso formativo;
  • Viaggi con prevalente componente ludica.

Si specifica che i corsi di lingua rientrano tra i servizi sociali dell’Allegato XIV con soglia europea a € 750.000. La suddivisione in gare autonome è possibile nei limiti e con le condizioni sopra indicate.
Non può integrare artificioso frazionamento quando i servizi abbiano natura e finalità intrinsecamente diverse».

Soglie e modalità di affidamento

L’ANAC precisa che gli Istituti Scolastici sono amministrazioni pubbliche sub centrali. La soglia di affidamento diretto per i servizi e forniture sale quindi da 143.000 a 221.000 euro, comprendendo i viaggi di istruzione e le gite scolastiche.
Gli istituti potranno quindi procedere come segue:

  1. Acquisizioni di beni e servizi inferiori a € 140.000,00 mediante affidamento diretto Art. 50 comma 1 lettera b) D. Lgs 36/2023;
  2. Acquisizioni superiori a € 140.000,00 e inferiori a € 221.000,00 tramite procedura negoziata senza bando. In tale procedura devono essere consultati almeno 5 operatori economici, ove esistenti, secondo Art. 50 comma 1 lettera e).

Categorie non omogenee individuate dall’ANAC

L’ANAC inoltre chiarisce l’obbligo o meno di un’unica procedura suddivisa in lotti. Ciò avviene quando le forniture possono essere ricondotte a una categoria omogenea.
Sono da considerarsi categorie “non omogenee”:

  • Corsi di Lingua;
  • Viaggi con finalità culturali o connessi al percorso formativo;
  • Viaggi con prevalente componente ludica.

Nelle istituzioni scolastiche le attività devono comunque sempre presentare una componente culturale.

Soluzioni operative nella fase transitoria

Nella fase transitoria gli Istituti Scolastici possono procedere con procedure autonome entro i 140.000 euro. Devono adottare i criteri dei Decreti Infrastrutture e Scuola per la valutazione dei contraenti.
In assenza di qualificazione propria possono rivolgersi alle stazioni appaltanti qualificate individuate dal MIM.
Gli Istituti scolastici potranno delegare a queste ultime la gestione delle gare più complesse.
La soluzione garantisce continuità alle attività didattiche e formative, evita rallentamenti o difficoltà nell’organizzazione dei viaggi di istruzione e assicura legalità e trasparenza nelle procedure.


Avv. Stefano Feltrin – Esperto di diritto commerciale e amministrativo, in particolare in materia di appalti e concessioni pubbliche. Consulente di Operatori Economici e Istituzioni in materia di contratti pubblici. Docente in corsi di formazione e convegni in materia di affidamento e gestione di contratti pubblici nel settore scolastico e universitario. Docente a contratto presso Università e Scuole di Alta Formazione. Autore di numerosi articoli in materia di appalti pubblici e diritto commerciale.


Se desideri maggiori informazioni in relazione alle polizze assicurative per le scuole impegnate nei Viaggi d’Istruzione, contattaci qui.